Gabriele Galluccio trionfa agli italiani di lotta libera
Il 16enne di Casalgrande ha dominato i campionati italiani al Lido di Ostia «Sogno le Olimpiadi e nell’immediato una convocazione agli Europei»
CASALGRANDE. Si chiama Gabriele Galluccio, è di Casalgrande e non ha ancora 17 anni (li compirà il prossimo ottobre) il nuovo campione italiano di lotta libera, categoria Cadetti 63 chilogrammi. Il titolo, recentemente conquistato al Lido di Ostia, ha così permesso al giovane lottatore ceramico di imporsi agli onori delle cronache e di far conoscere una disciplina che lo costringe a spostarsi oltre Secchia per allenarsi. Galluccio, veste infatti i colori dell'Associazione Magreta - Sezione Lotta.
«Assieme ad altri ragazzi della zona - racconta Galluccio - della zona, abbiamo scelto questo sport. Purtroppo qui attorno, la Lotta si pratica solo nella palestra di Magreta. Il nostro maestro, Davide Fontana, è invece di Roteglia».
Perché ha scelto la lotta?
«Ho provato altri sport. Mio padre è appassionato di combattimento. Mi ha fatto provare e non ho più smesso».
Quando ha iniziato?
«Avevo 13 anni. Sono partito dalla Lotta Greco Romana (specialità in cui a Ostia ha chiuso al quinto posto, ndc). Poi il maestro mi ha indirizzato alla libera. Fino agli italiani le praticavo entrambe, ma ora abbiamo deciso che preparerò solo la lotta libera».
Anche perché ora uscirà dai Cadetti e deve specializzarsi.
«Esatto. Il prossimo anno sarò Juniores. Il titolo mi ha dato una mano a scegliere».
Si parla di lei come un talento naturale. Ma se non avesse fatto la lotta, quale sport avrebbe praticato?
«Sicuramente uno di contatto e non di squadra. Da piccolo ero un bimbo agitato. Era logico facessi sport come la lotta».
Quanto questo sport l’aiuta nella vita?
«La lotta migliora il carattere e obbliga ad avere una grande disciplina. Inoltre, serve molto autocontrollo».
Però rimane un ragazzo di 16 anni. A cosa deve rinunciare per fare l'atleta?
«Frequento il Don Magnani di Sassuolo per tecnico informatico. Ma voglio fare l’atleta. E le rinunce, ormai, fanno parte di me. Il cibo è quella più pesante. Sono sempre a dieta per non uscire di categoria».
Una birra con gli amici, mai?
«Quella assolutamente no. Soprattutto quando sto preparando una gara, ma il tempo libero è comunque poco».
Quanto si allena?
«Due tre ore al giorno in palestra. Il sabato faccio scarico muscolare, correndo un'oretta. Il sabato sera riesco ad uscire con gli amici».
Non pensa che un giorno potrebbe avere rimpianti?
«I miei migliori amici lottano come me. Questo sport mi piace. Sono felice di quello che ho e non credo che potrò lamentarmi in futuro di questo».
Avrà molto successo con la ragazze, visto il fisico da lottatore.
«In realtà avevo una ragazza, ora non più. Per il fisico, rispetto a lottatori di altre società sono normale. Perché nella lotta, forza e aspetto fisico non vanno di pari passo. Contano velocità, resistenza, equilibrio e tanto fiato. La lotta è uno sport completo».
È anche violento?
«Non mi sono mai fatto male. Anche perché nella lotta c'è grande rispetto dell’avversario sul tappeto».
Avrà un sogno nel cassetto?
«Mi piacerebbe vivere con la lotta, entrare nelle Fiamme Oro ed avere un lavoro assicurato nell’Arma. Sportivamente, partecipare a una Olimpiade e arrivare il più in alto possibile. Nell’immediato, spero nella convocazione con la Nazionale per gli Europei».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
