«La Grissin Bon andrà a Varese per blindare il secondo posto»
Basket serie A, la guardia biancorossa Pietro Aradori ha già metabolizzato il ko interno con Sassari «Siamo tutti responsabili per la sconfitta e non solo chi marcava Logan, ora pensiamo a migliorare»
REGGIO EMILIA. Non si fascia la testa, la guardia/ala Pietro Aradori, nonostante la caduta interna della Grissin Bon per mano della Dinamo Sassari. Anzi il bomber vero biancorosso fa capire che lui, così come il resto della squadra, s’è già rialzato in piedi ed è pronto a lottare domenica pomeriggio a Varese.
Cosa è successo con Sassari?
«Le gare si decidono spesso per piccoli episodi. Abbiamo perso di quattro punti che nel basket non sono nulla. E’stata una grande partita di squadra di Sassari ma soprattutto una grande partita di Logan che, ben supportato dagli altri, non ha sbagliato nulla. Noi siamo finiti sotto di 10-15 punti poi abbiamo quasi recuperato fino a quel gioco da tre punti di Alexander nel finale che ci ha tagliato le gambe».
Che impressione le ha fatto la Dinamo, protagonista di un campionato dalle tante ombre?
«Sassari sembrava ritornata quella della passata stagione: un team straordinario capace di mettere tiri impossibili. Vorrei però sottolineare che non è solo di chi marcava Logan la colpa della nostra sconfitta. Quando un giocatore è in una giornata così, chi lo marca deve essere supportato. Se è necessario, la squadra deve fare uno sforzo in più e sostenerlo».
E’ forse questo il prossimo passo che dovete compiere nel percorso di miglioramento generale?
«Sì. Noi possiamo ancora crescere. Lo sappiamo e ci impegniamo per riuscirci».
Domenica sarete a Varese. Che gara s’aspetta?
«Varese deve vincere per qualificarsi ai playoff. Arriva alla sfida con noi caricato dalle tre vittorie consecutive ed indubbiamente è in un buon momento. Ci aspetta quindi una partita bella tosta. Noi andremo a casa loro con la consapevolezza che ce la dovremo giocare sino alla fine».
Quale potrà essere la chiave del match?
«Dovremo tener basso il loro entusiasmo. Se galvanizzati, i giocatori di Varese sono in grado di realizzare tiri spettacolari. Noi dobbiamo pensare a macinare gioco, poi al 40’ vedremo come sarà finita».
Alla Grissin Bon serve una vittoria per ottenere la matematica certezza del secondo posto.
«Un paio di mesi fa, quando uscimmo dall’Eurocup, ci ponemmo come obiettivo di finire la regular season nei primi due posti. Per cedere il primato Milano dovrebbe perdere tutte e due le sfide che mancano e sarà difficilissimo. A noi manca una vittoria per il secondo posto e vogliamo conquistarla già a Varese».
A 80’ alla fine della regular season ha fatto qualche conto? Chi preferirebbe evitare ai playoff?
«Non ho preferenze. All’inizio della stagione c’erano squadre che sembrava dovessero chiudere nelle prime quattro e invece ora sono nelle seconde quattro. Nulla è scontato. Ci sono tanti team che possono giocare una buona pallacanestro e vincere in trasferta, quindi per me una vale l’altra».
Sta seguendo le vicende relative alle coppe europee?
«Con molta attenzione, anche se non è una vicenda di facile comprensione perché le notizie sono discordanti e ogni giorno emergono nuovi elementi, per questo motivo non voglio esprimere giudizi».
L’immagine che ne esce della pallacanestro in questa bufera non è edificante...
«No. Di certo non è una bella immagine quella che sta uscendo del nostro sport. E non ho idea di come finirà tutta questa storia».
Da giocatore quanto giudica importante disputare un torneo come l’Eurocup?
«E’ una coppa importante per una società di alto livello e naturalmente anche per i giocatori che si trovano a disputarla. La mia scelta di giocare a Reggio è stata determinata anche dal fatto che qui avrei potuto prendere parte a quattro competizioni, la Supercoppa, la Coppa Italia, il campionato e, appunto, l’Eurocup e che avrei potuto giocarmele tutte fino in fondo».
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