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Rizzi, bomber in scatola di montaggio

di Primo Bertani
Rizzi, bomber in scatola di montaggio

La Reggiana confida in questo giovane dal gran fisico e piedi buoni. I tecnici: «Ma ora deve costruire il carattere»

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REGGIO EMILIA. Riparte da dove era iniziata, come in una partita a dama, la carriera di Matteo Rizzi.

Il suo percorso sembrava delineato, dopo aver segnato con la maglia della Reggiana – tre anni fa – qualcosa come 24 reti nel campionato dei giovanissimi nazionali. L'Inter è immediatamente piombata su di lui, ma dopo una stagione a Milano le strade si sono separate. A questo punto il baby prodigio è passato al Cesena ma dopo sei mesi, è ritornato in granata.

Questo 16enne di Campogalliano gioca titolare in Nazionale ed ha qualità e numeri decisamente importanti per arrivare lontano. Se il tempo e l'esperienza aiutano a crescere ed a tamponare le ferite, Matteo Rizzi dimostra finalmente di cominciare a far tesoro degli avvenimenti.

LA LEZIONE. Dice: «Per me il calcio è davanti a tutto, ho finalmente capito che devo ascoltare di più i consigli delle persone esperte e di coloro che mi parlano a fin di bene».

Una di queste è Fausto Vezzani, il suo talent scout, che lo scoprì a 11 anni quando faceva ancora la prima media: «Rizzi è un attaccante moderno, piedi buoni, fisico importante, con spiccate potenzialità realizzative.Va ricostruito caratterialmente, con l'obiettivo di sfondare con noi l'anno prossimo in Berretti e con uno sguardo importante alla prima squadra, dove può benissimo essere inserito».

Chi lo allena da pochi mesi è il tecnico degli allievi nazionali Giorgio Gherardi: «Ha fatto molto bene nei primi quindici giorni, poi si è un po' seduto; preso forse dalla girandola di convocazioni in maglia azzurra. È giovane, deve capire che giornalmente occorre migliorare l'intensità del lavoro, perché è dalla applicazione settimanale che si determina la prestazione della partita. Matteo ha forza fisica, svaria, fa movimenti da centravanti vero, quando è concentrato gli riescono cose importanti. Deve acquisire continuità, si deve mettere in testa il concetto di lavoro quotidiano».

L’AZZURRO. Ora il promettente attaccante è infortunato, accusa una distorsione al ginocchio sinistro rimediata nel Torneo di Rubiera. Prima aveva inanellato un buon periodo nelle varie convocazioni in Nazionale, indispensabili per il repertorio motivazionale e per ridare la giusta piega al suo riscatto personale. «A febbraio sono stato convocato a Coverciano nell'Under 19 – ricorda con un pizzico d'orgoglio – a marzo con l'Under 17 dove ho fatto gol in amichevole contro la Berretti della Pistoiese. Con la Nazionale ho poi giocato al Torneo di Arco, abbiamo battuto il Napoli e pareggiato con l'Inter con una mia prodezza. Mi piacerebbe realizzare il sogno della vita, quello di fare carriera nel calcio, partendo proprio dalla Reggiana».

Un allenatore che ha influito molto sul suo decollo è stato Cristian Bedogni, adesso però al box granata in diversi lavorano al suo recupero, è in corso un restyling che si spera dia frutti importanti. Scordarsi il passato e ritornare in gioco, è questa la missione del nuovo corso di Matteo Rizzi che intanto sogna il suo idolo Higuain e si gode una invidiabile retrospettiva di reti d'autore.

«Ricordo con piacere tre anni fa nella Reggiana la doppietta segnata al Milan nei sedicesimi di finale dei giovanissimi nazionali, con l'Inter un gol nel derby contro il Milan, a Cesena la rete che ho rifilato all'Inter, come ho fatto di recente con la Nazionale ad Arco".

L'aria di riscatto è già nelle sue corde, il futuro granata è tutto suo.

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