«Conad oltre le attese ma ci poteva stare un’altra gara in casa»
Volley A2: è calato il sipario sulla grande stagione reggiana Coach Cantagalli tra orgoglio, certezze e rammarico
REGGIO EMILIA. Finisce con un tie-break dopo oltre due ore di gioco la strabiliante stagione del Conad Volley Tricolore che si inchina alla regina della regular season Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia soltanto al quinto set e per la seconda volta consecutiva.
Già perché se il verdetto della trasferta di gara 1 è stato impietoso, 3-0, le altre due battaglie si sono chiuse al tie-break sfiorando d'un soffio la vittoria al quarto set. Trascinata da un Michalovic da 23 punti personali, Vibo vola così in finale con Sora, impostasi per tre gare a zero su Tuscania, mentre al Conad non resta che fare l'analisi di una stagione che comunque rimane nella storia del club giallorosso reggiano. Mai così seguita dal suo pubblico che nell'ultima gara del PalaBigi ha superato il migliaio di presenze, mai così in alto arrivando in semifinale di play off, mai così ambiziosa, aprendo diversi punti interrogativi per la prossima stagione.
«Adesso abbiamo solo bisogno di prenderci qualche giorno di riposo per staccare la spina, del futuro parleremo poi – spiega il coach Luca Cantagalli appena rientrato dalla trasferta di Vibo – questo finale di stagione è stato così intenso che ammetto di non aver ancora pensato a cosa fare il prossimo anno».
Cinque gare consecutive giocando in media ogni quattro giorni viaggiando tra il Lazio e la Calabria si fanno sentire, soprattutto perché ognuna di esse ha trovato capitan Tondo e i suoi decisi a fare del proprio meglio, guidati dall'esperienza del coach Bazooka che di energie ne ha profuse quanto loro.
Peccato essersela giocati tra vantaggi e tie-break senza aggiudicarsi nemmeno una gara...
«Già, il risultato è bugiardo perché ci saremmo meritati di fare almeno una gara in più: ogni partita è stata lottata fino all'ultima palla e abbiamo saputo mettere in seria difficoltà una squadra costruita per fare il salto di categoria».
Poi però cos’è accaduto?
«Abbiamo pagato l'inesperienza di una squadra giovane, pensate che alcuni di noi non avevano mai nemmeno disputato la A2 da titolari. Loro invece hanno un tasso tecnico e di esperienza leggermente superiore al nostro, lo si è visto dal piazzamento in campionato come dal risultato di queste tre gare, e la differenza è emersa nei momenti di maggior tensione. Inoltre sono stati fortunati a indovinare qualche colpo nei momenti giusti come a trovare nei cambi le giuste risposte».
Lo stato d'animo di chi guida il team dalla panchina in un momento decisivo qual è?
«Lo stesso di ogni gara, un misto di agitazione e speranza, questa volta però si è aggiunta una buona dose di delusione perché per come si era messa la partita abbiamo davvero qualcosa da recriminarci. Nel momento in cui avremmo dovuto fare il vero salto di qualità, abbiamo sbagliato troppo. Questo non cancella però l'ottima stagione disputata».
Va in archivio una stagione comunque storica...
«Siamo tutti più che soddisfatti, l'obiettivo di inizio anno era raggiungere il quarto o quinto posto in regular season per poi giocarci bene i play-off e direi che ci siamo riusciti a pieno arrivando fino a disputare la semifinale a testa alta».
E adesso?
«Adesso sono a disposizione della squadra per continuare gli allenamenti e per fare l'analisi dell'intera stagione. Certo avremmo preferito avere almeno la possibilità di giocarci gara 4 davanti al nostro pubblico ma ormai il risultato non si cambia, bisogna solo guardare avanti».
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