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Il club biancorosso rinuncia all’Eurocup

di Linda Pigozzi
Il club biancorosso rinuncia all’Eurocup

Ieri Landi e Dalla Salda al summit con il presidente del Coni Malagò: la Pallacanestro Reggiana cede alle richieste della Fiba

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REGGIO EMILIA. La Pallacanestro Reggiana rispetterà le regole. Ieri mattina, nel summit svoltosi al Foro Italico a Roma, il patron Stefano Landi e l’ad Alessandro Dalla Salda hanno garantito al presidente del Coni Giovanni Malagò che rinunceranno alla licenza triennale per l’Eurocup.

L’identica garanzia al numero uno dello sport italiano è stata fornita da Stefano Sardara, presidente della Dinamo Sassari, e da Luigi Longhi, presidente dell’Acquila Trento.

«Le società riconoscono che l’ordinamento sportivo deve contare più di ogni altra cosa, che è il faro e la stella cometa verso cui ci si deve orientare» il commento a caldo di Malagò.

Il dietrofront. Richiesto e atteso già da settimane dal fronte Fiba-Coni-Fip, il dietrofront dei tre club italiani va a quindi a placare le ire della federazione internazionale.

La Fiba aveva infatti minacciato a più riprese di impedire la partecipazione della nazionale azzurra dal preolimpico che si disputerà a Torino all’inizio di luglio e all’Europeo 2017. Motivo per cui la Fip aveva a sua volte paventato la possibilità di pesantissime sanzioni (leggi l’esclusione dal prossimo campionato) nei confronti delle tre società italiane che il 15 marzo scorso avevano firmato una licenza triennale per l’Eurocup, la seconda coppa di Euroleague e spietata concorrente della neonata Champions della Fiba.

«L’Italia giocherà il preolimpico» s’è precipitato a dichiarare il presidente della Fip Gianni Petrucci, presente al summit romano.

«E’ tornato il sorriso - ha quindi specificato -. Era importante che le società dichiarassero che non sarebbero andate contro i regolamenti nazionali e internazionali. Era importante come risposta alla Fiba. Non c’è stata una grande battaglia. Non ha vinto né perso nessuno. Hanno vinto le regole».

Fine della resistenza. Dopo una quarantina di giorni di resistenza, i tre club italiani quindi hanno mollato la presa. Una decisione sofferta resasi necessaria dalla granitica posizione presa dalla federbasket.

«Ciò che è importante - s’è limitato a sottolineare l’ad Dalla Salda di ritorno da Roma - è che i tre club non hanno mai violato le norme federali e non intendono farlo ora. Il tema coppe internazionali è di portata europea e non riguarda soltanto noi o l’Italia».

Il costo dell’uscita. Reggio quindi rinuncia agli euro che sarebbero arrivati dal triennale garantito con l’Eurocup, oltre alle prospettive di crescita sportiva che avrebbe portato la coppa che l’ha vista fra le protagoniste nelle ultime due stagioni.

Reggio quindi fuori. Ma a che prezzo? Nel contratto sottoscritto il 15 marzo scorso è presente la clausola d’uscita che non indicherebbe però una pena specifica pecuniaria. In caso di rescissione unilaterale - si legge nel documento - è previsto che l’altra parte (in questo caso Euroleague, l’organizzazione privata organizzatrice di Eurocup) possa rivalersi nelle sedi opportune.

Reggio sarà quindi trascinata in tribunale da Euroleague? Per il momento no. Da quanto rimbalza, i tre club avrebbero avuto rassicurazioni in tal senso nel corso dal fugace incontro avvenuto con Jordi Bertomeu, numero uno di Euroleague, giovedì a Bologna.

Gli sviluppi. Al momento Euroleague potrebbe “congelare” il ricorso nei confronti delle tre italiane concentrarsi sulla battaglia che sta combattendo con Fiba. Le due “anime” del basket europeo ai ferri corti da mesi, sono ora un bivio: o proseguire la guerra in tribunale o arrivare a un accordo extragiudiziale che vada a mettere fine alla vicenda che ha scosso il basket continentale.

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