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«Stesso impegno, stesso gruppo La sfortuna ci ha giocato contro»

di Juri Panciroli
«Stesso impegno, stesso gruppo La sfortuna ci ha giocato contro»

Il giovane centrocampista Riccardo Ceccarelli non si spiega l’involuzione della squadra «In due anni ho imparato tantissimo da grandi giocatori, ma adesso vorrei giocare di più»

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REGGIO EMILIA. La gara con l’Albinoleffe ha concesso altri 10 muniti di calcio professionistico al giovane centrocampista Riccardo Ceccarelli. Classe '97, il ternano ha collezionato 4 apparizioni in campionato (debutto il 18 marzo 2015 in Reggiana-Gubbio 3-1) ed una in Coppa Italia di Lega Pro durante il suo biennio granata che terminerà a giugno, con la scadenza del suo contratto.

Si aspettava qualche chance in più?

«Non era facile giocare avendo davanti a atleti come Maltese, Bruccini, Bartolomei e Danza che, oltre ad essere più anziani, hanno qualità che nemmeno so descrivere. Ma allenandomi con loro ho rubato qualcosa da ognuno perché per me sono tutti giocatori di alto livello e da ammirare».

Si diceva che grandi qualità le avesse pure lei…

«Non sta a me dirlo. Mi sono state date alcune possibilità e ci ho sempre messo lo stesso impegno dell'allenamento poi le scelte non sono mie».

Si sente cresciuto?

«Sia a livello fisico che mentale, in più ho assimilato ritmi più competitivi. Tecnicamente, nella fase di gioco attiva, vedo meglio il campo e faccio giocate che prima nemmeno pensavo, poi ho imparato a dover essere più duro perché l'agonismo è molto elevato».

L'anno scorso spesso era aggregato alla Berretti: che differenze ha notato?

«La fisicità ed i ritmi di gioco su tutto e poi in prima squadra si fanno giocate, a volte magari folli, che se però ti riescono sei da applausi mentre là era un calcio più semplice».

Manari, il suo ex allenatore della Berretti era contento di lei...

«Mi ricordo che quando mi mandava in campo mi diceva sempre: "Pensa a farmi divertire"».

Tatticamente Colombo la impiega nella sua posizione?

«Giocavo nei due centrali di centrocampo nelle giovanili del Chievo mentre qua, utilizzando sempre lo schema a tre, mi ha impostato come mezzala però io mi troverei bene anche mediano».

Reggio che impressione le ha fatto?

«E' una città bellissima con tifosi splendidi anche se, giustamente, non ci hanno perdonato una stagione al di sotto delle aspettative».

Da “spettatore” delle due nate come si spiega queste differenze?

«L'impegno e la squadra sono stati gli stessi. Anzi, appena sorte le prime difficoltà c'è stato maggior impegno ciò nonostante alla fine è andata così… ma anche per colpa della sfortuna».

Se dovesse segnare un gol nelle ultime due giornate?

«Lo dedicherei alla mia famiglia».

Quale sarà il suo futuro?

«Il 30 giugno scade il mio contratto, altro non so».

Qual è la sua volontà?

«Alla mia età è molto importante giocare perciò resterei soltanto con determinate prospettive».

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