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Una bella Reggiana batte l’Alessandria

di Giovanni Ferrari
Una bella Reggiana batte l’Alessandria

I granata si aggiudicano l’ultima trasferta della stagione

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ALESSANDRIA. La Reggiana espugna il “Moccagatta” e torna a far punti in trasferta dopo due kappaò consecutivi lontano dalle mura amiche. Arma torna titolare e segna il suo decimo gol che gli vale un bonus.

La squadra di Colombo è quinta e ha messo in cassaforte la partecipazione alla Tim Cup.

Apprezzabili ed encomiabili i granata ed anche quei quasi cento tifosi che si sono sobbarcati i chilometri di distanza per mostrare il loro amore alla squadra. Senza più stimoli ma con un orgoglio che viene fuori dopo una sofferenza lecita. Senza fare regali, tirando fuori gli artigli quando serve e sapendosene stare dietro a soffrire mentre l'Alessandria provava a sfogarsi e mettere al sicuro la qualificazione ai play off (comunque certa, visto il kappaò del Padova). Compatti, in quei trentacinque metri di campo che hanno sempre lasciato la Reggiana unita e solida.

Tanti indisponibili (gli infortunati Parola e Nolè, lo squalificato Bartolomei) ma anche tanto coraggio: Colombo è costretto a ritornare al 3-5-2 ed a scelte forzate che pagano la sua voglia di continuare ad onorare la stagione. «Voglio che tutti continuino a dare il massimo», aveva detto il tecnico, è così è stato. Panizzi titolare nel terzetto difensivo, recupera Bruccini ed anche Arma è rispedito nell'undici iniziale. Alla fine l'ha deciso proprio l'attaccante con la complicità di un Mignanelli ch'è apparso instancabile. La corsia di sinistra l'ha bruciata, costringendo l'Alessandria a soffrire quando si andava da quelle parti. I pericoli - se così possono esser definiti - arrivano quasi tutti nella prima mezzora di partita. L'Alessandria prova a chiudere la pratica subito: servirebbe un solo punto per la matematica qualificazione ai play off e col piede sull'acceleratore prova a mettere in cassaforte il risultato. Iocolano, l'unico veramente attivo nella squadra di Gregucci, corre e inventa. Poi però, quando la difesa a tre si trasforma in cinque (con Mogos sempre vicino a Spanò) e di spazi non ce ne sono più, Gregucci lo "spedisce" alle spalle di un Bocalon comunque troppo solo che non riesce a farsi largo tra le maglie granata. E intanto, con l'Alessandria che quasi sembra non averne più dopo l'arrembaggio iniziale, la Reggiana comincia a venir fuori: Mignanelli fa l'assist-man prima per Siega (che però s'addormenta a due passi da Vannucchi, 25') e poi per Arma, alle prove generali per il gol con un terzo tempo da perfetto cestista al quale manca però la giusta precisione.

E' un campanello d'allarme che l'Alessandria non percepisce appieno: di ritorno dagli spogliatoi sembra quasi che sia la Reggiana a dover vincere a tutti i costi.

Senza cambiare uomini Colombo riesce a toccare le corde giuste. La gara continua a viver d'episodi e quello generato dalla conclusione di Panizzi evidenzia quanta voglia ci sia nella Reggiana. Che alza il suo baricentro, fa la voce grossa e trova nel solito Mignanelli l'arma micidiale sull'out sinistro. Inventa per Arma (che fa dieci in stagione) che è lasciato troppo solo nel cuore dell'area di rigore e segna la rete dello 0-1. Poi, sempre con la complicità dei "soliti due", la Reggiana sfiora il raddoppio (Vannucchi è bravo con i piedi) mentre l'Alessandria, tra i fischi generali del "Moccagarra" s'affida ad una rovesciata di Iocolano sulla quale Perilli non deve nemmeno intervenire. Il momentaneo pari del Padova arriva anche alle orecchie dei grigi: che s'innervosiscono, perdono un po' la testa senza però riuscire comunque a mettere sul prato la giusta dose d'energia per ribaltare un risultato che la Reggiana prova a legittimare. Con la giusta dose di sofferenza. E di orgoglio, che non manca nonostante il campionato sia finito ormai già da un pezzo.

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