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La festa allo stadio con gli amici di sempre

La festa allo stadio con gli amici di sempre

La bandiera granata a fine partita: «Otto anni giocati a Reggio valgono la serie A da un’altra parte»

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REGGIO EMILIA. Ne avrebbe di cose da dire Beppe Alessi e sono talmente tante che a metà conferenza stampa arriva a dargli una mano anche Vito Grieco: esattamente come succedeva in campo.

E così, per gli amanti e i nostalgici del bel gioco, c'è pure la soddisfazione di vedere seduti allo stesso tavolo “la mente” e “la classe” di quella fantastica Reggiana.

Gli sfottò e le prese in giro si sprecano al punto che all'ennesima “stoccata” Alessi si gira verso Grieco e gli dice: “Ma se qui per difendermi o per attaccarmi?”. Basterebbe questo siparietto per capire subito il clima che si è respirato ieri al Città del Tricolore: una festa a 360 gradi, che ha coinvolto i tifosi e gli amici di sempre.

Beppe Alessi parla del rigore: «Volevo fare lo scavino ma poi ho preferito andare sul sicuro». Parla dei figli Nicolò e Sofia: «Tutto è dedicato a loro». Parla dei tifosi: «Se sono qui è solo per merito loro». Ricorda il suo arrivo a Reggio: «Non ero così convinto ma alla fine questa è stata la miglior scelta che potessi mai fare. Sono stati otto anni stupendi. La serie C a Reggio vale la serie A da un'altra parte». Vito Grieco però lo boccia su una cosa: «Va bene ad allenare i bambini, ma non potrà allenare i grandi. E' troppo buono». E poi la stoccata finale che solo Vito Grieco gli poteva rifilare: «Perchè io ho smesso a 40 anni e lui a 39? Perchè io ero più forte. Ma entrambi dobbiamo ringraziare Paolino Ponzo perché ha sempre corso per tutti».

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