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Squalifica solo ridotta Adieu di Platini all’Uefa

Squalifica solo ridotta Adieu di Platini all’Uefa

Il caso dei due milioni di franchi svizzeri ricevuti dalla Fifa di Blatter nel 2011 Il Tas porta da 6 a 4 gli anni della condanna. Il francese: «Profonda ingiustizia»

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GINEVRA. Voleva l'assoluzione, è arrivato solo un piccolo sconto. Pensava a un finale diverso Michel Platini, una carriera sotto i riflettori prima da grande campione poi da dirigente: l'uscita di scena invece è amara perché il tribunale arbitrale dello sport (Tas) ha scritto la parola fine alla parabola incredibile di le Roi. Solo due anni di sconto, da 6 a 4, ma la squalifica da qualsiasi attività calcistica resta ed è pesante: Platini paga per la vicenda dei due milioni di franchi svizzeri (1,8 di euro) ricevuti dalla Fifa dell'allora presidente Blatter nel febbraio del 2011.

Un addio, ma non una resa per Platini che annunciando le dimissioni da presidente Uefa ha voluto precisare: «Una profonda ingiustizia. Continuerò la mia lotta nei tribunali svizzeri per dimostrare la mia probità in questa vicenda. La vita mi ha sempre riservato belle sorprese, sono pronto a viverle». Il collegio arbitrale di Losanna, presieduto dall'italiano Carlo Fumagalli, ha di fatto solo parzialmente accolto il ricorso (da sei a quattro anni, la prima sentenza, del 21 dicembre 2015, era di otto), ma per Platini cambia poco. Dopo aver perso la possibilità di concorrere alla presidenza della Fifa, per la quale era favoritissimo, il francese deve anche abbandonare la sua poltrona all'Uefa, di cui era presidente dal 2007. E tutto alla vigilia del suo europeo, quello che si giocherà in Francia dal 10 giugno. La coda di un terremoto cominciato da tempo e con cui adesso anche l'Uefa dovrà fare i conti: il governo europeo del pallone ha «preso atto» della decisione del Tas, aggiungendo che la procedura per l'elezione di un nuovo presidente, e quindi la data del congresso elettivo, verrà decisa il 18 maggio a Basilea, in occasione di una riunione straordinaria del comitato esecutivo. Fino a quella data, a svolgerne le funzioni sarà (come dall'inizio della squalifica di Platini, il 21 dicembre), il vice-presidente vicario, lo spagnolo Angel Maria Villar. L'ex-fantasista della Juve non è riuscito a convincere i giudici del Tribunale svizzero (oltre a Fumagalli, c'era il francese Jan Paulsson ed il belga Bernard Hanotiau che hanno deciso all'unanimità) della «legittimità del versamento di 2 milioni di franchi, riconosciuto dai soli signori Platini e Blatter, intervenuto otto anni dopo la cessazione dei rapporti di lavoro, che non riposa su alcun documento e non corrisponde alla parte dello stipendio non pagato», scrive il tribunale nelle motivazioni. Il Tas segnala inoltre che Platini è «stato beneficiario in modo retroattivo di un piano di previdenza al quale non aveva diritto» e aggiunge che «una sanzione severa è giustificata a causa delle funzioni superiori esercitate da Platini (presidente Uefa e vice-presidente Fifa), l'assenza di pentimento e l'impatto che questo affare ha avuto sulla reputazione della Fifa». I giudici non hanno invece ritenuto che Platini potesse essere sanzionato per «violazione di regole generali di comportamento» né per «violazione di dovere di lealtà», come ritenuto dalla Fifa, e ciò spiega la riduzione della durata dell'inibizione, così come della multa (da 80 000 a 60 000 franchi svizzeri). Bacchettata anche la Fifa «informata del pagamento dei due milioni di franchi nel 2011, ma la cui commissione etica ha aperto un'inchiesta nei confronti di Platini solo nel 2015». Un versamento che è costato 6 anni di squalifica anche all'ex presidente della Fifa, Blatter: anche per lui c'è ancora in ballo il ricorso al Tas, ma la data della sua udienza non è ancora stata fissata.

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