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Alessandro Vernocchi «Che bravo Maltese è a lui che mi ispiro»

di Primo Bertani
Alessandro Vernocchi «Che bravo Maltese è a lui che mi ispiro»

Il giovane jolly di centrocampo sogna la prima squadra «Ce la metterò tutta, spero di sfondare nella Reggiana»

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REGGIO EMILIA. Nel gruppo di giocatori che arrivarono due anni fa dalla Pro Patria, al seguito di Colombo e Ferrara, c'erano anche due fratelli: Alessandro e Simone Vernocchi. Il primo iniziò negli Allievi nazionali, l'altro faceva parte della prima squadra. Sembrava l'inizio di un ciclo, invece l'estate scorsa, con il ritorno di Simone al club bustocco, il sodalizio familiare si è sciolto anzitempo: a Reggio è rimasto il giocatore con più futuro e ritenuto più importante in ottica di valorizzazione.

L'avventura in granata di Alessandro Vernocchi è il racconto di un ragazzo che si è guadagnato spazi e credibilità a tal punto da compiere uno di quei salti in avanti da sparigliare i giochi. Anche se da un mese è fermo per curarsi e nel corso della stagione noie muscolari l'abbiano penalizzato, il suo nome gira nella lista di quelli in odore di riconferma, sempre che si realizzi un determinato progetto tecnico, come per esempio la futura Berretti formata solo da nati del 1999 (ora allievi nazionali) con 5-6 rinforzi di qualità dei nati nel 1998. Il 17 enne atleta lombardo gioca mezz'ala, la sua forza è essere un jolly e un pilastro del centrocampo.

«Salmi, esagerando, dice che assomiglio per come mi muovo in campo a Sami Khedira, io vorrei tanto poter imitare Claudio Marchisio, un idolo», spiega. Della Reggiana il mio preferito è Dario Maltese, è molto tecnico, ha sempre una visione di gioco. Quando mi allenavo con Colombo, ho apprezzato queste sue grandi doti».

Per Fausto Vezzani, responsabile in uscita del settore giovanile, Vernocchi gode di referenze particolari, ed è tra i tanti sotto esame. «Ha un grande senso della posizione, vede bene il gioco. È un centrocampista che sviluppa principalmente la sua azione davanti alla difesa, per necessità si è adattato a fare anche il difensore centrale, perché ha personalità ed è per questo che lo metto tra quelli con delle prospettive interessanti».

Un tifoso personale di Alessandro è il medico della squadra, Massimiliano Manzotti, con un passato tra l'altro di allenatore: «Credo abbia le caratteristiche per diventare un giocatore – ammette convinto – anche perché ha carattere e solidità mentale. I suoi problemi muscolari sono riferibili alla crescita, visto che dispone di un fisico strutturato».

Positivo anche il giudizio del tecnico Francesco Salmi: . «Nella prima parte della stagione ha fatto vedere cose egregie, poi ha dovuto fare i conti con alcuni infortuni. È un giocatore polivalente del centrocampo, può giocare a destra, a sinistra o davanti alla difesa, senza perdere di intensità. Un atleta a posto, di quelli bravi, che torna comodo ad ogni allenatore perché sa fare di tutto e di più, in mezzo al campo».

«Spero un giorno di sfondare – tiene a ribadire Alessandro – mi piace il calcio, mi sto mettendo in gioco cercando di impegnarmi al massimo».

A casa Vernocchi si vivono da anni due mondi calcistici paralleli. «Mio fratello Simone, che compirà 21 anni a settembre, a Reggio ha fatto solo 5-6 presenze in prima squadra, oltre a qualche apparizione in Coppa Italia. Gioca da esterno d'attacco, quest'anno con la Pro Patria ha collezionato una decina di gettoni, in un campionato difficile per la squadra e la società».

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