Grissin Bon da urlo: è semifinale
I biancorossi giocano la partita perfetta ed eliminano Sassari in tre gare, ora c’è Avellino
REGGIO EMILIA. Perfetta. Semplicemente perfetta. La Grissin Bon gioca la gara migliore dell’annata e va a espugnare il pala Serradimigni. Ai campioni d’Italia in carica non resta che inginocchiarsi alla furia dei biancorossi che ora incontreranno in semifinale Avellino, vincente su Pistoia anche in gara 3.
Al via, contro ogni pronostico, il coach Max Menetti preferisce ancora “Big Darjus” Lavrinovic a Golubovic.
Lo starting five resta quello delle prime due gare della serie: De Nicolao, Kaukenas, Aradori, Polonara e Veremeenko. E il quintetto magico fa quel che deve fare. Aggredire. Aggredire Sassari sin da subito.
I biancorossi nella tana del lupo partono con il turbo e dopo 3’ sono avanti di 5 punti.
Circolazione di palla fluida e la solita granitica difesa sugli esterni, le armi che i reggiani utilizzano per affossare i sardi.
Il bomber Logan prova a caricare i suoi e la sua tripla riavvicina la Dinamo a -2 (9-11) dopo 1’, ma Reggio è brava a compiere un ulteriore strappo. Solida sotto, Sassari pressata all’inverosimile continua a sparacchiare dall’arco. Tanto che la Grissin Bon riesce a toccare il vantaggio di 9 punti (11-20 al 7’) con la tripla di De Nicolao e il tiro dalla media di Polonara.
Non molla, Reggio, che continua a difendere fortissimo e spinge i sardi sotto di 10. Vantaggio ritoccato poi da Big Darjus che da distanza siderale firma il +13 a una manciata di secondi al primo gong. Praticamente sulla sirena, però, arriva la tripla di Alexander che chiude il primo periodo sul 29-19 per la motivatissima truppa di Menetti. Che gira alla perfezione anche nella parte iniziale del secondo periodo trovando altri protagonisti (Silins e pure Gentile).
Non ci sta però la Dinamo. Pasquini s’affida a D’Ercole e Stipcevic capaci di ridurre il gap. Illusione momentanea, visto che con una nuova prova di forza Reggio è di nuovo lì, che sprinta sul +15 raggiunto poco dopo la metà del quarto con la spettacolare tripla dell’ispiratissimo Denik.
Con l’istinto del killer, la Grissin Bon dilaga: Polonair dalla media e Aradori dai 6.75 volano sul +20 (un netto ed esaltante 30-70 al 7’). Sassari è in tilt, il pala Serradimigni è scosso quando, dalle mani del capitano Kaukenas, arriva il +22. Il secondo quarto senza storia e con un’unica grande squadra sul parquet si conclude quindi sul 36-56.
Deve cambiare faccia, Sassari per provare a ricucire lo strappo imbarazzante. E ci prova con ritrovata grinta, la Dinamo. Che va a infilare un break 5 a 0 nei primi 2’ del quarto firmato dalle stelle Logan e Alexander e, in parte, fomentato pure da una difesa certamente più efficace rispetto a quella fragilissima della prima parte di gara.
Di certo, però, la Grissin Bon non ha la minima intenzione di mollare: Kaukenas infila infatti due canestri d’oro dall’area che rimettono Sassari sotto di 20. Gli sforzi dei padroni di casa, più incisivi a livello offensivo riducono lo svantaggio a 15 punti. Gli sforzi sassaresi vengono però presto annullati dagli splendidi giochi a due che la Grissin Bon regala. Al nuovo e disperato assalto dei biancoblù che segue (-15 firmato Akognon), replica con la faccia cattivissima Amedeo Della Valle, autore delle due triple del +21 reggiano.
Con la forza della disperazione, la Dinamo dà il colpo di coda a cavallo degli ultimi due quarti. E’ di Kadhji l’assist a Varnado che schiaccia il -14 (65-79) dopo 3’ di gioco del quarto conclusivo, prima che la tripla di De Nicolao vada a interrompere momentaneamete la corsa dei sardi. Ostinata come quella della scorsa stagione, la Dinamo dimostra di credere nel miracolo. Ne fa uno Kadji mettendo la tripla del -12. Un attimo più tardi, al pala Serradimigni, risuona l’urlo di Polonara che dai 9 metri infila la tripla che va di fatto a dissolvere anche l’ultima speranza sassarese. Quando ormai è festa reggiana, accade ciò che non deve succedere. Polonara sgomita con Devecchi, interviene Kadji che spintona l’ala biancorossa e quindi Alexander che ci va pesante a parole. Il lungo reggiano, alterato, si spinge oltre nel tirare accidenti e viene espulsa, quando la gara è ormai morta, uccisa da un’immensa Grissin Bon. Che ora volerà a casa per preparare la terza semifinale della sua storia al via da mercoledì 18.
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