Gazzetta di Reggio

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C’era una volta un’outsider Ora Avellino fa paura alle big

di Andrea Montanari

Coach Menetti: «È una squadra con una grande consapevolezza e una delle più in forma» L’arma in più dei biancoverdi è l’esterno americano Nunnally, decisivo per affondare Pistoia

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REGGIO EMILIA. «Avellino non è un’outsider, è una squadra con grande consapevolezza ed è sicuramente tra le più in forma al momento». Così coach Menetti dopo la vittoria della terza gara con Sassari nella quale la Grissin Bon ha guadagnato l’accesso alla semifinale. E l’allenatore reggiano non sbaglia. A sostenere l’idea che i prossimi avversari dei biancorossi saranno un ostacolo da affrontare con grande impegno ci sono cifre che parlano della Sidigas come una squadra in ulteriore crescita dall’inizio dei play off. La stagione regolare della formazione di coach Sacripanti ha prodotto uno storico terzo posto favorito dal magico periodo vissuto dai biancoverdi tra il 27 dicembre e il 26 marzo: 11 vittorie consecutive conquistate ai danni di tante big del campionato tra cui Milano, Venezia, Pistoia, Trento, Sassari e la stessa Reggio Emilia. Nel mezzo, la positiva esperienza della Final Eight di Coppa Italia dove la Sidigas ha sconfitto prima la Grissin Bon e poi la Dolomiti Energia Trento arrendendosi solo in finale a Milano con il punteggio di 76-82.

Leader indiscusso del team avellinese è l’esterno James Nunnaly. Realizzatore purissimo da 18.4 punti in campionato con 4.4 e 2 assist di media, l’americano è fresco del premio di Mvp della stagione e reduce dal suo record personale di 32 punti realizzati in gara2 con Pistoia. Proprio nella serie contro la formazione allenata da Vincenzo Esposito, Nunnaly ha viaggiato a cifre ancora superiori a quelle della stagione regolare: 21.3 punti, 5 rimbalzi e 3 assist di media con quasi il 60% nel tiro da due punti e più del 50% nel tiro da tre. Al picco di rendimento della guardia avellinese nelle tre gare disputate e vinte con la Giorgio Tesi Group corrisponde un vistoso miglioramento dei numeri dell’intera formazione.

Avellino realizza dieci punti in più di quanto fatto in stagione regolare segnandone 89.3 a gara e anche le percentuali di tiro da due punti e dalla lunga distanza migliorano quanto fatto in precedenza. Oltre la fase offensiva, la serie appena chiusa ha visto i campani progredire nella lotta a rimbalzo passando da 25.9 a 27.6 di media. Avellino, quindi, non può essere rappresentata solo dalle mani seppur molto educate di James Nunnaly, ma è un collettivo di giocatori di alto livello che hanno trovato nel corso di questa stagione il modo di affermarsi. Uno fra tutti, il reggiano Riccardo Cervi sta viaggiando a 10 punti con 5.6 rimbalzi di media e potrà portare lo staff biancorosso ad inserire Vladimir Golubovic per mettere centimetri e chili a contrastarlo. Altro lungo di enorme impatto è Ivan Buva che sfiora la doppia doppia di media e forma con Cervi e Leunen un reparto di buona qualità. A questi si aggiungono giocatori del talento ed estro di Ragland e Acker, il cecchino Veikalas e l’allenatore in campo della formazione avellinese Green. L’accesso alla finale rappresenterebbe per entrambe le formazioni un altro passo importante per la loro storia e questo renderà la serie affascinante e combattuta sin dalle sue prime battute. Mercoledì sarà il campo a parlare.

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