«Di Reggio e Avellino il basket più bello»
Sacripanti, coach irpino: «Ma la Grissin Bon ora è più completa»
REGGIO EMILIA. «Noi e Reggio siamo le squadre che giocano il miglior basket, direi. La Grissin Bon forse è leggermente favorita, per profondità e per il vantaggio del fattore campo, ma noi vogliamo andare in finale».
Non si nasconde Pino Sacripanti presentando la sfida di semifinale con una Grissin Bon che conosce ormai molto bene, dopo tre sfide stagionali.
Ora voi e Reggio non avete segreti reciproci?
«In parte è così. In parte no perché Reggio ha aggiunto un giocatore, Needham e recuperato Lavrinovic. Noi abbiamo mantenuto il nostro assetto».
È contento di aver avuto una settimana di riposo prima di iniziare?
«Sì, non siamo una squadra di ragazzini, un po’ di pausa è utile. Dopo, i ritmi saranno intensissimi e aver avuto tempo ai quarti di finale è un aiuto per tutte e due. L’attuale formula è tanta roba, richiede un enorme sforzo fisico alle squadre».
Chi è la favorita, fra voi e Reggio?
«Credo siano arrivate qui le squadre di maggior valore, quelle che hanno meritato. E, con poca modestia, anche le due che giocano il miglior basket. Detto questo, un piccolo vantaggio ce l’ha Reggio».
Per quali motivi?
«Ha il vantaggio del fattore campo e poi, recuperando Lavrinovic, è più profonda di noi, ha rotazioni più lunghe. E maggiore esperienza a questi livelli».
Lavrinovic è apparso ancora indietro di condizione...
« Ha già fatto vedere che anche in pochi minuti può spostare. Parliamo di un giocatore di una tale qualità, può sempre essere decisivo».
Una delle altre stelle reggiane la conosce bene: con Amedeo Della Valle avete vinto un europeo giovanile. Stupito della sua crescita?
«Per niente. Ha un grandissimo talento e dal primo anno in cui è tornato in Italia sapevo che avrebbe potuto fare benissimo. Ha avuto bisogno di capire in che campionato si trova, di fare esperienza. E adesso ha un grande rendimento, se lo merita perché ha un talento enorme».
L’altro lato del tabellone?
«Credo che Milano abbia la strada spianata per la finale, per quel che si è visto sinora il quadro è questo».
Voi siete in semifinale e in grande forma, dopo uno stupendo girone di ritorno e la finale di Coppa Italia. Però eravate partiti con 8 sconfitte in 12 gare. A fine 2015, avrebbe pensato di trovarsi qui?
«Paura non ne avevo, lasquadra è stata costruita molto avanti, abbiamo avuto bisogno di tempo per conoscerci e poi abbiamo tanti infortuni in avvio hanno inciso».
Nessun timore, quindi?
«No, però non mi sarei aspettato che tutto andasse così bene. Abbiamo 17 vittorie nelle ultime 20 gare contando la finale di Coppa Italia, 13 vittorie nel girone di ritorno, abbiamo trovato un grande equilibrio».
Dopo aver cambiato i due playmaker per infortunio. A volte il caso può incidere?
«Sì, le coincidenze possono far girare una situazione. È indubbio che prima avessimo qualche problema in regia, anche perché Blums non è proprio un play».
Con Green e Ragland va meglio?
«Green l’ho voluto io, non si era lasciato molto bene l’ultima volta con Avellino e invece ha dimostrato di saper mettere tutto a posto, di darci sempre ordine. Ragland si era liberato proprio mentre noi cercavamo un rinforzo, lo avevo avuto a Cantù e sapevo cosa avrebbe potuto darci».
E avete il miglior giocatore della stagione regolare, Nunnally.
«James è stato bravo a far valere le sue qualità, la nostra squadra però l’ha messo nelle migliori condizioni per poterlo fare».
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