A Cantagalli il premio “Fair Play Mecenate”
Volley serie A2, il tecnico del Conad insignito del prestigioso riconoscimento «Orgoglioso di quanto fatto in stagione. Il mio futuro? Aspetto segnali dal club»
REGGIO EMILIA. Il tecnico del Conad Luca Cantagalli ritirerà il 13 luglio prossimo a Castiglione Fiorentino il premio internazionale “Fair-Play Mecenate” arrivato alla XX edizione. Si tratta di uno di premi più importanti a livello mondiale e che nel proprio albo dei premiati annovera vere e proprie stelle dello sport di tutto il pianeta. E quest’anno lo riceverà anche Luca Cantagalli che sarà il terzo atleta reggiano dopo Stefano Baldini e Giuliano Razzoli a potersi fregiare del premio.
«Sono molto orgoglioso - spiega Cantagalli - di ricevere un premio così prestigioso. Mi piace perché i valori di questo premio rispecchiano il mio modo di vivere lo sport, sia da giocatore sia da allenatore».
La ciliegina dopo una stagione fantastica.
«Sì, veniamo da una grande stagione. All’inizio un po’ problematica, ma siamo riusciti a cambiare pelle dando il massimo di ciò che potevamo dare. Siamo tutti soddisfatti, certo potevamo anche fare meglio e se avessimo vinto gara 2 in semifinale contro Vibo, forse ora staremmo parlando di qualcosa di più grande. Però siamo orgogliosi di quanto fatto, soprattutto perché siamo entrati nella storia di questa società, facendo quello che nessuno aveva mai raggiunto».
Eppure avevate chiuso il girone d’andata chiuso all’ultimo posto, poi 11 vittorie in 12 gare e alla fine 5° posto storico e semifinale playoff. Qual è stato il momento della svolta?
«Purtroppo all’inizio ci siamo trovati a fare i conti con la sfortuna e gli infortuni. Affrontare una preparazione senza il palleggiatore titolare non è un alibi, è un handicap importante. Poi, lo spogliatoio all’inizio era poco coeso. Credo che la svolta più importante sia stata quella di compattare lo spogliatoio. Nel momento peggiore, quando eravamo ultimi, ci siamo trovati tutti con le spalle al muro. E la svolta si è concretizzata nel match d’andata contro Sora. Bisogna ammettere anche che nel frattempo erano tornati al 100% giocatori come Dolfo e Marchiani, fondamentali per noi. Però devo fare un grande applauso ai ragazzi, a me stesso e al mio staff per come siamo emersi dalle difficoltà».
Cosa ha imparato da questa stagione?
«Ho imparato soprattutto a gestire i momenti difficili. Anche il mio primo anno da allenatore fu complicato, ma l’avvio di quello appena scorso è stato bello tosto. Credo di essere migliorato a livello mentale oltre che tecnico».
Il suo futuro?
«Sto attendendo di conoscere il progetto della società e poi vedremo il da farsi».
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