«Spero di riscattarmi il prossimo anno»
Calcio Lega Pro: l’allenatore della Reggiana Colombo fa un bilancio dei suoi due anni a Reggio e guarda al futuro
REGGIO EMILIA. E’ grato ai tifosi per averlo sostenuto ed è dispiaciuto «di non essere riuscito a contraccambiare la loro stima» in questo campionato. La speranza è dunque quella di avere «la possibilità di potermi riscattare nella prossima stagione». Di certo nel suo futuro, dice, c’è ancora il calcio, in qualsiasi categoria.
Sono alcune delle riflessioni che mister Alberto Colombo ha consegnato ai microfoni di “Regia Channel”, il nuovo canale Youtube della società granata, prima di andare in ferie. L’allenatore, che ha ancora un anno di contratto, attende di sapere se la società si affiderà a lui nella prossima stagione: al pari dei giocatori il suo destino è legato ai cambiamenti che stanno avvenendo a livello societario e tecnico.
Nell’intervista Colombo ribadisce quali siano stati i maggiori problemi incontrati in questo campionato. «Le maggiori difficoltà sono state nella gestione del gruppo. E’ un’esperienza che mi ha arricchito e mi segnerà anche in futuro». Il mister non crede che la responsabilità sia stata solo sua. «In alcune circostanze ti ritrovi solo a dover affrontare alcuni giocatori che magari la pensano in modo diverso da te o dal resto del gruppo e se non sei ben supportato alle spalle rischi di far fatica».
Secondo Colombo se i giocatori capiscono che l’allenatore non è sempre sostenuto «può crearsi quel distacco tra l’allenatore e la squadra che può risultare novicivo per i risultati». Questa riflessione non toglie però il fatto che il mister è sempre stato supportato dal presidente Stefano Compagni, come Colombo riconosce senza ombra di dubbio.
Nell’intervista a “Regia Channel” Colombo fa il bilancio dei suoi due anni a Reggio, un bilancio «dai due volti», quello soddisfacente della prima stagione e «quello pieno di rammarico della seconda dove la squadra poteva fare di più e ha raccolto meno di quanto seminato».
Infine un pensiero, da padre di famiglia, per il piccolo Michael, la cui scomparsa ha riempito di dolore tutto l’ambiente granata, attenuato solo in piccola parte dal fatto che «ha esaudito il suo ultimo desiderio» scendendo in campo.
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