«Fidatevi di Mike Piazza è un uomo onesto e leale»
Il coach di baseball Bill Holmberg ha seguito la trattativa con la Reggiana «Un mio ruolo in società? Se me lo chiedesse gli darei una mano da amico»
REGGIO EMILIA. E’ amico da molto tempo di Mike Piazza, si sentono al telefono due o tre volte a settimana e si vedono appena ne hanno occasione, in Italia o in Florida. Bill Holmberg, responsabile tecnico dell’Accademia del baseball a Tirrenia di Pisa, è tra le poche persone ad aver seguito fin dall’inizio la trattativa con la Reggiana, così come era stato coinvolto con Gilberto Gerali quando lo sportivo Usa si era avvicinato al Parma.
A che punto siamo con la trattativa?
«Come sapete Mike è interessato a una squadra di calcio italiana».
Lei è venuto a Reggio ad aprile con Piazza e ha visitato la sede della Reggiana. Saprà come stanno le cose...
«Ho dato un passaggio a Mike per amicizia. Veniamo tutti e due dalla Florida, io ho casa a Orlando, lui sta a Miami. Ci sentiamo due o tre volte alla settimana ma parliamo come fanno due amici, di golf, di baseball e di altre cose».
Possibile non vi siate detti nulla della Reggiana?
«So che la trattativa è in piedi».
Qualcuno pensa che lei e Gerali possiate eventualmente avere un ruolo nella Reggiana targata Piazza.
«Mai dire mai, se mi dovesse chiede un aiuto a tempo perso, part-time, potrei anche darglielo. Ma il mio mondo è il baseball e con l’Accademia sto avendo molte soddisfazioni. Pensi che quattro dei nostri ragazzi hanno firmato con squadre americane».
Da quando vi conoscete?
«Da 10 anni, prima in Florida e poi in Italia quando è stato coach della nazionale, io dei lanciatori e lui dei battitori».
Perché è così interessato all’Italia?
«Ama l’Italia e si sente italiano per via delle sue radici siciliane».
Piazza in Italia darebbe una mano alla popolarità del baseball?
«Non credo sinceramente possa avere un impatto più di tanto. E già stato in Italia nel baseball, ma la cultura italiana è più orientata al calcio».
E per il calcio cosa potrebbe fare?
«Il suo ingresso sarebbe positivo in questo mondo, dove alle volte vedo cose che non piacciono. Mike è una persona onesta e leale. Potresti dargli un milione di dollari in mano e se torni dopo un anno li ritrovi. Credo farebbe bene al calcio una persona così».
Dalle sue interviste emerge la figura di un uomo di affari. Se compra una squadra lo fa per investire?
«Non posso parlare per lui ma di certo non fa le cose per buttare i soldi. Se compra è perché pensa di poterne ricavare un profitto».
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