Gazzetta di Reggio

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La Grissin Bon sbrana i “lupi”

di Linda Pigozzi
La Grissin Bon sbrana i “lupi”

I biancorossi stoppano Avellino in una nervosa gara 1, ansia per le condizioni di Veremeenko

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REGGIO EMILIA. Uno a zero: la Grissin Bon sbrana i lupi di Avellino nella prima gara della semifinale playoff. Una gara nervosa all’inverosimile sin dalla palla a due e conclusasi con un accenno di rissa a centro campo quando, a gara finita, dalle parole di fuoco si arriva quasi agli spintoni, tanto da costringere i due staff tecnici a intervenire per evitare il peggio. In una gara incattivita pure dall’arbitraggio, Reggio si prende il punto nei due quarti centrali giocati perfettamente a livello difensivo. Pressando forte, i biancorossi mandano infatti in tilt i giochi offensivi degli avellinesi che, nonostante ripetuti tentativi, non riescono più a rialzarsi.

Il break decisivo, la Grissin Bon lo fa con un quintetto piccolo (Silins e Polonara sotto), con l’ala lettone a fare cose eccelse a livello difensivo.

Reggio stringe il primo punto della serie, ma resta in apprensione per Veremeenko, uscito di scena al 6’ del secondo quarto per una brutta distorsione alla caviglia. Stamattina sarà sottoposto ad accertamenti, ma nella tarda serata di ieri il pessimismo regnava sovrano.

Equilibrata, intensa, vibrante: è tutto questo l’inizio della prima gara della semifinale. Dopo 4’, con le difese che viaggiano forte, il punteggio è sul 10 pari, suggellato dal 2/2 dall’ex Cervi dalla riga bianca. Avellino prova a spezzare l’equilibrio affidandosi alla zona, mentre Menetti dà il via alla girandola di cambi. Gli ospiti sorpassano con un tiro del temutissimo bomber Nunnally (14-17 al 70). Buva, altra punta di diamante della Sidigas, fa il resto. A 1'30" alla prima sirena gli ospiti sono sul +5 (16-21). Reggio in sofferenza scivola sul -7 (Veiklas dalla lunetta) prima che Della Valle riduca il gap. Alla prima pausa ci si arriva quindi sul 18-23 e la consapevolezza che serve al più presto un cambio di rotta.

Deve fare di più in difesa e giocare in velocità, Reggio, per pensare di mettere le mano sulla gara. E ci riescono perfettamente i biancorossi nelle tre azioni che inaugurano il secondo quarto con Gentile e Polonara (appoggio e tripla, per l'ala marchigiana). Giocate che consentono alla Grissin Bon di portarsi al comando (25-23). Nunnally e Ragland dicono no. E in un attimo, Avellino ha di nuovo il naso avanti. Sale però l'onda lituana (Lavrinovic e Kaukenas, letali da tre) per il nuovo micro-vantaggio reggiano. Avellino resta però attaccatissima anche quando, un paio di minuti più tardi, Reggio tenta il nuovo allungo con Veremeenko e De Nicolao. Le mani da giocoliere di Ragland producono (direttamente o indirettamente) i punto che tengono la Sidigas in scia. Trema il pubblico del Bigi quando Vova deve uscire di scena a causa della distorsione alla caviglia. E’ tutto biancorosso, però, lo sprint nel finale di quarto che porta i reggiani a imboccare il tunnel cinque lunghezze sopra gli ostinati avversari: 41-36.

Si riparte con la tripla di Nunnally del -2 e sulla decisione di Menetti di puntare su un quintetto piccolo, senza centri di ruolo è compito di Silins limitare Cervi. La scelta paga e Reggio, più leggera e veloce, levita sino al 49-41, spinta dai canestri della coppia d’oro Polonara-Aradori. Pressando forte, i biancorossi mandano in confusione l’attacco ospite. Il nervosismo sale, gli arbitri fischiano tanto (e male): sono più che scintille quelle fra Aradori e Nunnally che si vedono rifilare un tecnico a testa. Qui, una vera magia in penetrazione di De Nicolao vale il +11 biancorosso. Finalmente lanciata, la Grissin Bon affonda la lama decisa a non lasciar scampo agli ospiti. Che, a testa bassa, arrivano al quarto conclusivo sul -14 (63-49).

Mani addosso, intensità a mille, la Sidigas ci prova a riprendersi la gara: l’ex Pini mette cinque punti nelle prime battute del quarto, Ragland dafa il resto: in un niente i lupi sono sul -9 (65-56).Lo schiaccione di prepotenza di Polonara rimette Reggio sopra i dieci punti di stacco. Della Valle da tre dice il nuovo +14 al 4’.

A uccidere la gara sarà invece Polonair con la tripla del 77-60, scoccata al 7’. Seguiranno 3' minutini non privi di qualche brivido (contestatissimo antisportivo ad Aradori costretto a uscire di scena, un paio di punzecchiate di Ragland) vissuti da un Bigi tutto in piedi impegnato nel countdown per l’urlo di gioia alla sirena finale. Sarà invece pioggia fischi per il poco edificante battibecco a centrocampo.

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