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«Non ho mai fatto così tanti errori»

di Juri Panciroli
«Non ho mai fatto così tanti errori»

L’attaccante Rachid Arma non ci gira intorno: «Potevo fare qualche gol in più»

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REGGIO EMILIA. «Non è stata un'annata positiva perché l'obiettivo minimo di squadra erano i play off ma anche a livello personale potevo fare qualche gol in più. La reputo insufficiente». L’attaccante marocchino Rachid Arma analizza così, con onestà e spirito critico, la sua prima stagione alla Reggiana.

Si è pentito di aver scelto Reggio l'estate scorsa?

«Assolutamente no perché arrivavo con tanto entusiasmo in una società che, per organizzazione e tifoseria, merita altre categorie e poi era da tempo che venivo stuzzicato da questa possibilità, magari sono arrivato con qualche anno di ritardo».

Si aspettava così tante difficoltà arrivando in una squadra che ha sfiorato la promozione in Serie B ai play off?

«No perché dopo un'annata del genere credevo che il gruppo fosse già amalgamato invece, fin dall'inizio, si era intravisto che alcune cose non andavano».

Ha rimpianti per alcune palle gol non sfruttate a dovere?

«Da un attaccante come me ci si aspetta sempre tanti gol e pensare che spesso, con meno occasioni a disposizione, ne ho effettivamente segnati di più nell'arco della stagione. Anzi, non ne ricordo una con così tanti errori davanti alla porta».

Ma è vero che il bottino di 10 gol le ha fruttato il bonus?

«Credo che tutti gli attaccanti abbiano accordi del genere, chi a 10 gol e chi a 20, che servono principalmente come stimolo in più».

Quali sono le cause di un attacco che ha segnato meno rispetto alle concorrenti di alta classifica?

«Spesso succede quando hai una delle migliori difese del campionato perché è capitato di difenderci anche in nove, reparto avanzato compreso, ed aiutando dietro ci è venuta a mancare un po’ di lucidità sotto porta. Comunque questo non giustifica tutti i miei errori ma nel complesso non siamo stati una squadra che ha creato tanto».

Durante il lungo periodo senza gol chi le è stato più vicino?

«Tutti e li ringrazio: squadra, staff e società si sono stretti a me, hanno creduto in me e fatto di tutto per sbloccarmi. Anche il dg Ferrara, Zullo e Armonia, dopo la loro partenza, mi chiamarono per stare tranquillo perché non dovevo dimostrare nulla a nessuno».

Polemiche e confusione in società vi hanno condizionato?

«Hanno influito sui risultati e sulla serenità della squadra perché siamo esseri umani anche noi e sentiamo le pressioni quando le cose non vanno».

Da dove bisogna ripartire a luglio?

«C'è un presidente che valuterà col nuovo direttore chi è stato all'altezza per continuare e poi ognuno farà il suo compito».

Ma lei rimarrà?

«Ho ancora un anno di contratto ma comunque, insieme al mio procuratore, sentiremo la società per capire le loro intenzioni».

A gennaio si parlò di alcuni interessamenti ma lei rimase: fu la scelta giusta?

«Si fecero avanti Mantova e Benevento ma non mi sono pentito nel restare perché in carriera non ho mai cambiato squadra a gennaio e perché avrei avuto il rammarico di non averci provato fino in fondo».

Come si è trovato in città?

"Molto bene. Tra l'altro a dicembre mi sono sposato perciò anche mia moglie è venuta qua e si è ambientata subito. Anche nei momenti più brutti si passeggiava per Reggio tranquillamente senza problemi di nessun genere».

C'è stato un gol o un episodio di quest'anno che ricorderà?

«Il gol ad Alessandria con l'abbraccio di tutti i miei compagni perché quando il gol non arriva ad un attaccante manca la serenità».

Durante le vacanze verrà, da ex, a guardare qualche partita del torneo della montagna?

«Fu davvero un'esperienza bella, al punto che mi sento ancora con ex compagni e presidente, ma sarà difficile perché andrò in Marocco a dalla mia famiglia e poi preferisco staccare un po’ la spina dal calcio quando si conclude una stagione».

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