Grissin Bon devi essere più forte della sfortuna
Stasera gara 2 con Avellino: Veremeenko out per infortunio, gioca Golubovic
REGGIO EMILIA. Vinta in difesa gara 1 della semifinale con Avellino, la Grissin Bon si trova a giocarsi il resto della serie senza una delle colonne della difesa.
Vladimir Veremeenko, uscito zoppicante dal campo al 6’ del secondo quarto di gara 1, è stato sottoposto nella tarda mattinata di ieri a una risonanza magnetica. L’esame ha evidenziato una distrazione del legamento deltoideo del piede destro. Il giocatore ha già iniziato le terapie e solo fra15 giorni sarà rivalutato dallo staff medico.
Dentro, quindi, per la gara 2 in programma alle 20.45 di questa sera in via Guasco il centrone serbo Vladimir Golubovic, spettatore in parterre delle quattro gare sin qui giocate (e vinte) dai biancorossi nel playoff 2016, causa ingresso nel team del play americano Needham.
«Perdiamo Veremeenko che comunque vorrei ringraziare per quello che ha provato a fare in gara 1 - spiega il coach reggiano Max Menetti -. Con un problema grave come quello con cui si trovato a fare i conti ha assunto un antidolorifico all’intervallo e ha provato a giocare. E’ uno dei nostri guerrieri e naturalmente dispiace moltissimo perderlo a questo punto».
«Non abbiamo però neppure il tempo di pensarci - incalza il tecnico -. Abbiamo Golubovic che è sempre stato presente e pronto e che il massimo per sostituire Vova e fare addirittura meglio di lui. Non possiamo piangerci addosso, non l’abbiamo mai fatto e non inizieremo ora. Dobbiamo invece guardare avanti. Avevamo parlato del nostro Giro d’Italia per gara 1 come una prologo a squadre, ecco ora arriva il primo gran premio della montagna. Bisogna stare concentrati, stare sul pezzo e tenere alta la tensione e parlo della tensione emotiva positiva, non certo di quella negativa. Bisogna costruire una vittoria e noi dobbiamo farlo tutti insieme: la squadra, lo staff e pubblico cui faccio un appello di dare il massimo per sostenerci. Già l’avevo detto prima di gara 2 dei quarti con Sassari che la seconda gara di una serie è sempre la più complicata e difficile e, di conseguenza, anche stasera bisognerà raddoppiare l’intensità. Sarà la partita più difficile della serie in cui ci sarà la grande reazione di Avellino, per cui dobbiamo sparare tutto ed essere pronti a tutto».
In gara 1 ha brillato dopo mesi di sofferenze Darjus Lavrinovic e il suo apporto, stasera, potrebbe rivelarsi determinate. Ma cosa cambierà realmente con l’avvicendamento fra i due Vladimir sotto le plance?
Con meno difesa e più muscoli, la Grissin Bon sarà ugualmente impattante? «Golubovic lo conosciamo - dice il coach - e per noi non cambierà nulla Ci vorrà il suo lavoro, oltre a quello di tutti per far fronte a questa situazione».
In gara 1, va detto, che ha funzionato alla grande il quintetto piccolo, quello senza centri di ruolo, con la coppia Polonara-Silins a fermare lunghi avellinesi decisamente più massicci. «Sì, il quintetto piccolo ha funzionato bene - ammette Menetti -. A livello difensivo in gara 1 ci sono tante cose che abbiamo dovuto sistemare ma in realtà abbiamo fatto un buon lavoro e hanno funzionato bene tutti i quintetti: da quello alto a quello basso. Bisogna soltanto tenere bene a mente le nostre tre parole magiche: resistenza, resilienza e umiltà. Che sono poi le tre parole che racchiudono lo spirito difensivo che dovremo avere.Avellino farà degli adattamenti, cui noi dovremo prendere le misure. Fondamentale sarà però avere una base altissima di intensità e prontezza».
Intensità e prontezza che hanno permesso alla fine del secondo periodo e per tutto il terzo di gara 1 di stendere la Sidigas. Intrappolare i lupi irpini con una difesa senza cedimenti è stata la chiave del successo mercoledì e dovrà esserlo anche questa sera. Non consentire a registi avellinesi (e al “regista aggiunto” Leunen) di orchestrare a dovere i giochi dovrà essere il diktat.
Ma ai biancorossi si dovrà chiedere anche un ulteriore e fondamentale sforzo: quello di non cedere al nervosismo. Il poco edificante epilogo di gara 1, in cui, a bocce ormai ferme e con la vittoria reggiana già scritta, s’è sfiorata la rissa è il segnale tangibile di quanta tensione accompagni questa semifinale.
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