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«La nostra è una squadra unica»

di Ginevra Del Bene Errico
«La nostra è una squadra unica»

Rugby serie A: il tecnico Manghi esalta le qualità dei Diavoli in vista della finale con il Pro Recco

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REGGIO EMILIA. Manca pochissimo all’ultima giornata di campionato per i Diavoli di Roberto Manghi e Alberto Signorini. Domenica alle 16 sul campo di Viadana i rossoneri affronteranno il Pro Recco in un match che vale la promozione in Eccellenza e il titolo di campioni d’Italia.

Gli Squali non sono un gruppo sconosciuto a Reggio, l'anno scorso i rossoneri li hanno incontrati ben 4 volte, riportando tre sconfitte ed una vittoria. I “Ragastass”, i tifosi della squadra reggiana, si stanno organizzando per dare adeguato supporto ai Diavoli e a Viadana lo spettacolo sulle gradinate non mancherà.

Il Rugby Reggio sta organizzando degli eventi per il proprio pubblico?

«Insieme a Conad stiamo collaborando per fare una maglietta per i nostri tifosi. Sarà una maglietta tricolore come quella della prima squadra».

Il Pro Recco che squadra è?

«Ha una buona presa sulla mischia oltre a un settore tre quarti di livello. Hanno due o tre giocatori trainanti, come Villagra, che per anni è stato a Parma, e il capitano francese Agniel. Questi due atleti sono il fulcro del team. Nella nostra squadra la situazione è diversa, noi non poggiamo la nostra forza solo su alcuni nomi o sulla mischia, ma abbiamo anche un settore tre quarti di livello. Io credo infatti che il nostro gruppo abbia delle capacità che non si possono trovare negli altri, ma non dimentichiamoci che questa non è una semplice partita. Una finale non può essere basata solo sulla qualità dei giocatori, sulla carta».

Cosa vuol dire giocare in campo neutro?

«Per noi ogni campo vale l’altro. Quest'anno abbiamo fatto bene sia in casa che fuori, quindi non è un problema giocare su un campo neutro. Sappiamo che saremo seguiti da tanti tifosi e andava bene qualsiasi altro campo. Anche Parma o Piacenza, l'importante è che sia un campo regolare, dove si abbia la possibilità di esprimere al meglio il nostro sport. Ancora una volta avremo il sostegno dei nostri fan i quali, sono sicuro, ci avrebbero seguito ovunque, anche a Roma».

Verrà confermata ancora una volta la formazione delle semifinali?

«No, ho ancora delle indecisioni. Bisognerà vedere come sta Florian Cazenave, inoltre non so se far giocare Viliami Vaki, per lui quello di domenica sarà l'ultimo incontro prima dell'addio al rugby giocato, o Armand Du Preez. Devo capire se avrò bisogno dell’esperienza di Vaki o delle energie di Du Preez. Uno ha fatto la storia del rugby, l'altro sarà il futuro della nostra squadra nella prossima stagione. In realtà, se sarò ancora l'allenatore dei rossoneri l'anno prossimo, vorrò Viliami nel mio staff tecnico, quindi potrei dire che entrambi i giocatori per me sono il futuro».

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