Milan, carica Berlusconi «L’Europa, la nostra casa»
Il presidente a Milanello per spronare il gruppo in vista della finale di Coppa Italia «Vincere per partecipare a un torneo continentale: daremo un senso all’annata»
Vincendo la finale di Coppa Italia, il Milan può aggiornare la bacheca dopo cinque anni e soprattutto tornare in Europa dopo due stagioni. Silvio Berlusconi ha voluto chiarire a tutti i suoi giocatori l'entità della posta in palio nella sfida di sabato contro la Juventus, 90 minuti (salvo supplementari e rigori) che possono aiutare a mettersi alle spalle le tante amarezze del recente passato e guardare con meno pessimismo a un futuro ora piuttosto incerto. «La vittoria della Coppa Italia darebbe un significato nuovo alla stagione. Bisogna dare tutto quello che si ha dentro e anche di più» è stata l'esortazione di Berlusconi alla squadra nella sala da pranzo di Milanello (dove mancava dall'11 marzo).
Al suo fianco come sempre l'ad Adriano Galliani e per la prima volta Cristian Brocchi, l'allenatore che poco più di un mese fa ha ricevuto il mandato di giocare bene e con due punte ma è pronto a rispolverare il 4-3-3 e un atteggiamento più accorto per battere la Juventus e provare ad allungare il proprio futuro rossonero. Ma di tattica e panchina il presidente non ha parlato ai giocatori, partiti nel pomeriggio per Roma assieme a Galliani e all’altro ad, Barbara Berlusconi, che ha voluto così confermare la vicinanza della proprietà alla squadra. Nel suo discorso motivazionale di circa dieci minuti, l’ex premier ha garantito la sua presenza all'Olimpico («Non posso scendere in campo con voi ma sarò in tribuna») e sottolineato che vincere la finale «sarebbe un risultato troppo importante per voi e anche per il Milan per conquistare l'ingresso diretto in Europa, il nostro habitat naturale. E ci permetterebbe di conquistare il 29esimo trofeo in 30 anni». Con la chance di fare cifra tonda nella Supercoppa italiana, in inverno sempre contro la Juventus. «Vincendo anche quella arriveremmo a 30 trofei in 30 anni».
Potrebbe essere il traguardo ideale da tagliare prima di fare un passo indietro. Ma la finale di Coppa Italia sarà comunque l'ultima partita di un'era se, come le parti si augurano, entro luglio andrà a buon fine la trattativa fra Fininvest e la cordata cinese di 7-8 investitori che punta al 70% del club, per completare la scalata nel giro di due anni. Nell'ambito della due diligence, i cinesi stanno analizzando conti e dinamiche del club, facendo colloqui a Casa Milan con tutti i capi reparto, attraverso il proprio consulente Nicholas Gancikoff, della Sports Investment Group. La prossima settimana sarà molto delicata. A fine mese è prevista una sorta di tagliando al negoziato in esclusiva di 30-40 giorni avviato il 10 maggio. I temi chiave restano governance, struttura economico-finanziaria dell’operazione, composizione e garanzie finanziarie dell'intera cordata. Risolti questi aspetti, il consorzio dovrebbe svelare tutti i propri soci a Fininvest, che al momento ne conosce solo alcuni. E qualcuno di loro potrebbe presentarsi a San Siro sabato prossimo per la finalissima di Champions League tra Atletico Madrid e Real Madrid. Sarà una Milano blindata e invasa dagli spagnoli.
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