«Vogliamo ripeterci per intensità e grinta»
L’ala Ojars Silins non teme la reazione della Sidigas nella sfida di questa sera «I nostri avversari daranno tutto, ma noi siamo pronti a fermarli di nuovo»
REGGIO EMILIA. «Più tranquilli? Siamo pronti: Avellino deve per forza vincere una gara in trasferta, stasera ci proveranno perché sanno che per loro è cruciale».
Mantiene tutti in allerta Ojars Silins, uno dei migliori giocatori biancorossi nella netta vittoria della Grissin Bon in gara 1 di semifinale. La Sidigas è ancora pericolosissima e l’attenzione rimane elevata, sul pericolo pubblico numero uno James Nunnally così come sull’esperienza dei giocatori campani.
Avete vinto gara 1 senza particolari patemi: ora siete più rilassati?
«Per nulla, non c’è da essere rilassati, c’è da essere preparati e concentrati, gara 2 sappiamo bene che sarà durissima e noi vogliamo ripeterci per intensità e grinta».
Perché sarà durissima?
«Perché Avellino, che rimane una grande squadra, sa di dover vincere almeno una gara a Reggio per passare, e quindi tutti loro daranno il massimo per portarne a casa una».
Ci proveranno in ogni modo, insomma?
«Non hanno niente da perdere, sanno quanto una vittoria in trasferta può essere importante, butteranno tutte le energie che hanno, noi lo sappiamo e siamo pronti».
Mercoledì sera lei ha lavorato benissimo su Nunnally. Contento?
«Sì, però non fermerei il discorso a me e a lui, semplicemente. È un discorso più ampio».
Che intende?
«Noi abbiamo preparato bene la difesa su di loro, e su Nunnally, come squadra. Ci sono io, c’è Kaukenas, Aradori, Della Valle. Ci stiamo alternando in tanti su di lui, per mantenere sempre alta l’intensità, e avere il massimo dell’aggressività su un atleta così pericoloso».
Lo si può fermare del tutto?
«Lo si può limitare, ed è quello che abbiamo fatto. Per il resto, lui è davvero completo, sa fare tutto, non è possibile fermarlo del tutto, sa tirare come andare dentro e giocare in post».
In gara 1 Menetti ha usato spesso il quintetto piccolo con lei e Polonara. Nessun problema?
«Nessun problema, e ormai credo che io e Achille abbiamo dimostrato di poter giocare tranquillamente bene insieme come lunghi, riusciamo ad essere aggressivi e abbiamo sempre tenuto botta a rimbalzo».
La difesa ha generato anche molto attacco per voi, specie col quintetto piccolo. È la chiave?
«Beh, noi prima di tutto abbiamo lavorato bene in difesa, tenuto botta senza mai mollare e poi dalla difesa abbiamo trovato l’aggressività, la velocità per fare dei canestri preziosissimi».
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