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CAMPIONATO PRIMAVERA VERSO LE FASI FINALI

Mattioli, il cavriaghese dell’Inter, sogna un trionfo al Mapei

di Luigi Cocconcelli
Mattioli, il cavriaghese dell’Inter, sogna un trionfo al Mapei

REGGIO EMILIA. Si avvicina la fase finale del campionato Primavera che parlerà un poco anche reggiano. Non solo e non tanto perché semifinali e finali sono programmate al Città del Tricolore dal 31...

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REGGIO EMILIA. Si avvicina la fase finale del campionato Primavera che parlerà un poco anche reggiano. Non solo e non tanto perché semifinali e finali sono programmate al Città del Tricolore dal 31 maggio al 4 giugno. Un poco di reggianità la porterà, in campo, Alessandro Mattioli, classe 1998 da Cavriago; difensore centrale dell'Inter. Il ragazzo vive l'appuntamento con serenità mista ad un pizzico di emozione: «Intanto a Reggio dobbiamo arrivarci e non sarà facile, ma certo è un sogno per me poter giocare nello stadio di casa, speriamo di conquistare un altro trofeo, dopo la Coppa Italia».

L'avversario più insidioso?

«La Juventus è molto forte, ma tutte le squadre qualificate sono attrezzate. In partite ad eliminazione diretta è azzardato fare pronostici, noi dell'Inter, comunque, stiamo bene».

Le sue caratteristiche?

«Sono un difensore centrale ma mi hanno impiegato anche da terzino destro, diciamo che il mio punto di forza è la tecnica e che debbo migliorare sul piano fisico».

Sinceramente, sperava in una convocazione per il match di serie A con il Sassuolo?

«La speranza è l'ultima a morire, ma sapevo che giustamente la priorità sarebbe andata a ragazzi che hanno giocato più di me. Io poi quella settimana ero via con la Nazionale under 18 e Mancini non mi ha potuto tenere sotto osservazione».

L'anno prossimo, vorrebbe rimanere nerazzurro o tentare un'esperienza, magari alla Reggiana?

«Mi piacerebbe proseguire il percorso all'Inter, questa stagione avevo davanti ragazzi più avanti con l'età, la prossima dovrei trovare più spazio, alla Reggiana non dico mai di no, ci sono stato 3 anni nelle giovanili, ma c' è ancora tempo, mica che lì sarei titolare».

Si è parlato di Stefano Vecchi come possibile sostituto di Colombo, anzi si dice che sia stato lo stesso allenatore granata a suggerirne il nome, le risulta nulla?

«Mi spiace, non posso essere utile, qua non se ne è minimamente parlato, Vecchi non ci ha comunicato alcunché, la società è contenta e mi pare lo sia anche lui».

Come è la vita lontano da casa ad un età così giovane?

«Dura, specie all'inizio, io sono sempre stato legato alla mia famiglia ed i primi tempi la lontananza, l'assenza degli amici, delle cose quotidiane mi è mancata, ora sono più di tre anni che sono qua a Milano e mi sto ambientando».

Che vita fa?

«Semplice, vivo in un convitto: la mattina a scuola, frequento il liceo scientifico, il pomeriggio allenamento e studio, la sera a letto presto. Al divertimento penserò durante l'estate, a scuola e campionato conclusi».

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