«Nonostante i guai fisici a Reggio sono cresciuto»
Lega Pro: Paolo Frascatore è ancora in città per completare le terapie al piede «La Reggiana se l’è sempre giocata con tutte, non mi dispiacerebbe restare»
REGGIO EMILIA. «Sono ancora a Reggio perché mi sto sottoponendo a terapie specifiche a Bologna, con l'ausilio di camera iperbarica che mi sta dando ottimi risultati».
Dunque vacanze momentaneamente rinviate per il difensore Paolo Frascatore che nel suo primo anno in granata è stato fermato da un infortunio al piede – a febbraio – che, di fatto, lo ha escluso dal gruppo fine al termine della stagione. Peccato perché dopo un inizio stentato come fluidificante sinistro aveva trovato l'intesa da esterno della difesa a tre.
Perché la camera iperbarica?
«Adesso viene utilizzata anche per problemi ossei come nel mio caso. La mia è una cosa rara e complicata, successa in allenamento: inizialmente ne controllavo il dolore in partita poi, prima del Renate, ho detto al mister che la cosa peggiorava e non ce la facevo più. In accordo con la Reggiana andai a Roma a Villa Stuart per una visita e riscontrarono che l'osso sesamoide del metatarso, di per sé poco vascolarizzato, era in necrosi ed a rischio rottura».
Sta rischiando la carriera?
«Dovrebbe essere una cosa che si sistema col tempo, se avessimo iniziato subito questa terapia probabilmente sarebbe già risolta».
Il suo procuratore Manfredonia ha parlato del possibile ritorno in B.
«Tornerò di proprietà della Roma e, andando in scadenza nel giugno 2017, non so se avrei ancora possibilità di andare prestito o altro, ma io penso solo a guarire».
Psicologicamente come si sente ad essere in Lega Pro dopo aver giocato in Under21 e lottato per la serie A?
«E' anomalo però sono orgoglioso di quanto fatto. L'unico anno particolare fu quello in B, iniziato a Pescara e terminato con la Reggina,: mi fece decidere a ripartire dal basso cercando maggior continuità ma quest'anno, per gli obiettivi che c'erano, l'ho vissuto come un passo avanti rispetto all'anno scorso a Pistoia».
Reggio resta un'opzione?
«Prima deve essere la Reggiana a volermi poi si parleranno tra società. Io, quando sceglierò, darò poco peso alla categoria».
Come è stato seguire i compagni dalla tribuna?
«Brutto perché ero sempre col gruppo ma non mi potevo più allenare».
Quando ha giocato l'ultima gara i play off erano ancora lì.
«Gli infortuni non hanno aiutato perché ad ogni gara mancavano giocatori e poi abbiamo perso quei 3-4 punti lungo la strada che sono costati cari. Ma contro tutte ce la siamo sempre giocata».
La miglior difesa, ma l’attacco ha pagato dazio...
«Abbiamo concretizzato poco però le occasioni non sono mancate. Possiamo recriminare su alcune partite finite male ma non crediamo di averne mai rubate».
Quale errore che non rifarebbe, tornando a Reggio?
«Le vicissitudini di quest'anno sono servite per il futuro a me come a tutto il gruppo».
Una bella esperienza?
«Dopo un primo periodo di ambientamento le cose per me stavano andando per il meglio quindi non posso parlare di esperienza negativa anzi, essendomi trovato bene, non sarei in difficoltà a scegliere di nuovo Reggio».
La consola da romanista aver vinto... il derby a distanza col laziale Perilli?
«In effetti l'ho sentito parlare tanto nello spogliatoio ma… mai di questo».
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