Tifosi rossoneri in delirio fra canti, striscioni e sfottò
Liguri surclassati anche sugli spalti: ma non c’è tensione e al termine birra a fiumi «Benvenuti all’Inferno» urlano per tutta la gara gli scatenati supporters reggiani
Benvenuti all'inferno. Lo striscione che campeggia sulla tribuna che ospita la maggioranza dei tifosi reggiani è un avvertimento per pubblico e stampa, perchè allo “Zaffanella” di Viadana si scoppia di caldo. Proprio per questo i Diavoli, immersi nel "teporino" padano, si sono calati alla perfezione nella contesa, lasciando le briciole ai bravi giocatori liguri, abituati a tutt'altra "brezza".
Era la partita dell'addio al rugby giocato di Willy Vaki. La curva rossonera lo saluta con cori e striscioni. Il più bello è scritto in tongano e recita "Willy kia ora, grazie". Che sarebbe un semplice "ciao", ma la bava di vento che accarezza l'impianto mantovano gioca un brutto scherzo all'ex nazionale tongano, così dalla tribuna opposta il saluto affettuoso si trasforma in un più ironico "era ora"... Inizia la partita. Tifosi di Reggio e Recco sventolano le bandiere rossonere da una parte e biancocelesti dall'altra, anche mischiati. Senza barriere, senza polizia. Si accendono i fumogeni, parte qualche botto residuo di capodanno e l'Inno di Mameli viene cantato dallo stadio con l'accompagnamento di un artista "chitarrato". Prima del drop d'inizio, però, c'è anche il tempo della commozione, quello per la scomparsa in settimana di Gianluca Cherubini, indimenticabile ex rossonero, e Mario Caminati, papà di Filippo che milita in prima squadra.
Si parte e subito ci assale la prima domanda: va bene la sportività, ma perché tutti tifano la stessa squadra? Il coro "Reggio Reggio" si mescola con quello che dice "Recco Recco". Evviva lo sport, evviva il rugby, ma accidenti, non poteva andare in finale il Colorno? Sarebbe stato tutto più chiaro. Willy dimostra che a quarant'anni "la spiega" ancora a molti. Gli sbarbatelli liguri capiscono l'antifona, i tifosi reggiani ululano e in tribuna c'è chi si stupisce che non abbia ancora preso un cartellino giallo. Farolini incanta, Mandelli conserva, Dell'Acqua abbassa la sbarra. Non si passa, e il primo tempo si chiude 20-0. La ripresa è l'ennesimo monologo rossonero. I reggiani in tribuna cantano: "Vi vogliamo così!". Gli squali di Recco non mollano, a parte Metaliaj, il numero 5. Lui sì che molla, un cartone a un diavolo in campo. Rosso diretto. Rosso come la maglietta di Roberto Manghi, condottiero del Rugby Reggio, che si lascia andare alla prima "sbevazzata" anti cabala a dieci giri di lancette dal termine. Ma il 33-0 del 79', poi 33-5, è un segnale di forza irresistibile anche per il più scaramantico. Finisce qui. Birra a fiumi e cori poco sobri nel classico terzo tempo tra reggiani e liguri. Si srotola anche l'ultimo striscione: "Bentornati in Eccellenza". Il Paradiso. I Diavoli faranno un bel baccano lassù.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
