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«È come non essersi presentati Ma non c’è tempo per le analisi»

di Linda Pigozzi
«È come non essersi presentati Ma non c’è tempo per le analisi»

Coach Menetti invita i suoi giocatori a chiudere subito questa brutta pagina e pensare a gara 5 «Non temo contraccolpi psicologici. Dobbiamo avere la consapevolezza di quanto fatto in stagione»

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L’INVIATA AD AVELLINO. I “segni” del massacro compiuto al pala Del Mauro si leggono chiaramente sul volto tirato del coach della Grissin Bon Max Menetti dopo una gara da incubo per la Grissin Bon.

«Una gara come questa non ha bisogno di grandi commenti - esordisce il goach. In maniera inspiegabile non ci siamo presentati, la partita non l’abbiamo proprio giocata. C’è poco da dire. Adesso non dobbiamo commettere l’errore di perdere energie per capire quello che è successo in questa gara 4. Adesso dobbiamo concentrarci su quello che succederà fra 48ore e non su quello che è successo al pala Del Mauro».

Ammette di non temere un contraccolpo psicologico della pesante sconfitta rimediata ad Avellino e per forza di cosa spinge tutto l’ambiente a voltare il prima possibile pagina. «Della mia squadra non temo niente, neppure un eventuale contraccolpo psicologico. Dobbiamo avere la consapevolezza di quello che abbiamo fatto durante la stagione e di quello che abbiamo fatto prima di questa gara. L'analisi tecnica di gara 4 sarebbe fuorviante. Perché una partita persa con questo scarto dovrebbe portare a riscrivere tutti gli schemi. Gara 4 non l'abbiamo giocata, ma ora dovremo giocarci gara 5 come sappiamo fare davanti al nostro pubblico».

Viene da chieders se il clima rovente ha influenzato in qualche modo il match, ma anche qui Menetti non cerca scappatoie.

«No. Tensioni e battibecchi sono normali in una gara come questa dei playoff. Può capitare che ci si debba spiegare qualcosa in campo, può capitare che ci si scaldi ma stiamo giocandoci una finale e questo è del tutto normale».

La memoria di tanti è corsa al -50 rimediato sui denti durante la regular season al Forum dall'Olimpia. Toccato lì il fondo, la squadra si ricompattò e iniziò la corsa che la portò sino alla finale scudetto.

La reazione e l'inizio del percorso fatto allora in un paio di mesi, ora Reggio Emilia dovrà farlo in 48 ore appena. Ma farlo è necessario.

Sotto quindi con gara 5, la partita delle partite da non fallire assolutamente, prima di ridiscendere in quel girone infernale chiamato pala Del Mauro per gara 6 in programma sabato sera. Le sefifinali non potevano essere una passeggiata e i risultati del campo stanno confermando questa facile previsione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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