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È tempo di vedere il vero Golubovic

di Andrea Montanari
È tempo di vedere il vero Golubovic

Il rendimento del lungo continua ad essere nettamente inferiore alle aspettative

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REGGIO EMILIA. Non può più attendere, il riscatto di Vladimir Golubovic. Dopo un rendimento non all’altezza delle aspettative durante la stagione regolare, il centro serbo è stato escluso dal roster durante il primo turno dei play off per essere poi inserito dalla seconda gara di semifinale a causa dell’infortunio occorso a Vladimir Veremeenko.

Ci si attendeva un apporto sostanzioso dettato da una grande voglia di dimostrare e di scendere in campo dopo un periodo di assenza aggravato da alcuni fastidi fisici, ma questo contributo non è arrivato. L’impiego è diminuito rispetto alle 12 partite di campionato giocate e consiste nelle ultime tre gare in 12.7 minuti in campo. Minutaggio contenuto che può rendere difficoltoso un fiducioso approccio al terreno di gioco, ma la capacità di incidere in queste circostanze è una delle tante caratteristiche che i tifosi si attendono di vedere.

La qualità del giocatore non è, e non è mai stata, messa in dubbio; parlano per lui 11.5 punti e 6.2 rimbalzi in 20.3 minuti di utilizzo in Eurolega all’inizio di questa stagione con la maglia dello Strasburgo. Ci si chiede, allora, il perché del mancato decollo in casacca reggiana soprattutto in questo momento di difficoltà in cui la squadra necessita di qualsiasi possibile valore aggiunto.

Nelle tre gare contro Avellino sono solo quattro le soluzioni mandate a segno dall’area su dieci tentativi, dato che fa pensare a un coinvolgimento minimo nei meccanismi offensivi. L’aspetto di maggiore interesse è, però, la difesa. Le caratteristiche fisiche di Golubovic non si sposano male con quelle dei lunghi avellinesi, ma il centro reggiano è apparso comunque in difficoltà. Questo deficit è emerso a rimbalzo e nella marcatura del pick and roll. Particolarmente in questa seconda circostanza, la ridotta mobilità del serbo ha prodotto spesso situazioni poco favorevoli ai biancorossi vicino al proprio canestro regalando così punti facili dall’area agli avversari.

Contenere l’asse Green-Cervi aggredendo il portatore di palla sembra non riuscire con efficacia e si potrà pensare di vedere il lungo reggiano come perno centrale di una zona improntata a proteggere l’area. Area nella quale Reggio sembra subire maggiormente il gioco della formazione di coach Sacripanti.

Qualunque sia l’accorgimento tattico che Menetti e il suo staff adotteranno, è indubbio che Vladimir Golubovic debba mettere la sua firma su questa serie e dare così grande sostanza alla sua esperienza reggiana. Dalle sue mani e, soprattutto, dalla sua presenza nella metà campo difensiva passano molte delle possibilità reggiane di riprendere il vantaggio nella serie a partire dal match di questa sera.

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