La Grissin Bon ritrova se stessa
In un Bigi rovente i biancorossi battono Avellino in gara 5 e portano la serie sul 3 a 2
REGGIO EMILIA. Solida, concreta, concentrata. Nell’abbraccio della sua gente, la Grissin Bon ritrova se stessa e, vincendo una gara ad alta intensità, si prende il punto del vantaggio sulla Sidigas Avellino. Sul 3 a 2, quindi, i biancorossi scenderanno domani nell’infernale pala Del Mauro per guadagnarsi la vittoria che vale la finalissima.
Andasse male, Reggio avrà comunque l’ultimissima chance da giocarsi in gara 7, sempre in via Guasco ieri catino rovente come non mai. Il popolo del basket, raccogliendo l’appello degli Arsan, ha reso il Bigi una bolgia inenarrabile con un tifo folle a spingere i biancorossi verso il successo arrivato grazie a una difesa tostissima e a una solidissima prestazione dei lunghi.
Al via, mentre il pala trema dal tifo indemoniato. Menetti rinnova la fiducia ai cinque che hanno iniziato la maledetta gara 4 ad Avellino. Dentro, quindi, i due veterani lituani Kaukenas e Lavrinovic con De Nicolao in regia, Aradori e Silins, il pilastro difensivo. Ragland parte forte e inaugura gara 5 com una tripla. Dà tutto sin da subito, Avellino, per girare a proprio favore la serie. Reggio trova subito due punti dal capitano, quindi subisce la difesa degli agguerritissimi ospiti, trovando punti solo dal capitano fino al 4’ quando Needham s’inventa la bomba del pareggio (5-5).
Finalmente sbloccata, la Grissin Bon segue lo sprint di Aradori e si porta al comando. La Sidigas non molla, ribalta e poi, dopo la tripla di Silins dell'11 a 9, resta sempre in scia. Ma Reggio è viva. Viva. Viva. Lontana anni luce dalla squadra di zombie che hanno camminato al pala Del Mauro 48 ore prima. Golubovic messo nelle condizioni di giocare dove deve, nel cuore dell'area, si fa finalmente sentire mettendo anche il canestro del 13-10. L'atmosfera è però rovente e la panchina biancorossa si becca un tecnico per proteste. Nonostante le fischiate praticamente a senso unico, i biancorossi, con la stragrande maggioranza dello starting five in panca a rifiatare, strappano sino al 18-13, suggellato dalla bomba di Della Valle che mette la parola fine al primo periodo.
Ottiene tantissimo pure da Lavrinovic, richiamato in campo e mattatore dell’inizio di secondo quarto, il coach Max Menetti che confonde le carte, affianca Gentile a Needham e Della Valle, puntando su Polonara assieme al fuoriclasse lituano sotto. Ed è un quintetto che funziona: Reggio s'invola sul +8 (25-17). Inutile illudersi però che sia l'inizio della fuga. Pressing pesante sul portatore di palla, mani costantemente addosso ai biancorossi, Avellino ritrova personalità rientra all’istante con un break di 9-1.
La gara torna a essere equilibratissima, ma lottando palla su palla, la Grissin Bon riesce a costruirsi un nuovo vantaggio (37-31 a 120” all'intervallo) che il bomber Nunnally brucia in un attimo. Lo schiaccione di Golubovic in extremis manda tutti a prendersi un thè sul 39-38.
Tesissimo l'inizio ripresa. Qui i biancorossi vengono progressivamente caricati di falli. Pesa il quarto fallo fischiato a Silins, i cui tentacoli sono sempre riusciti a limitare Nunnally, al 3’ abbondante. Non va però in tilt, Reggio che trova un'ottima progressione (Lavrinovic e Della Valle) per il 51-44 con cui s'arriva alla metà del quarto. Ha però già innescato il turbo, Reggio, quando Della Valle tocca il 57-48. Due liberi dell'ex Pini portano al quarto decisivo sul 57-50. Punge l'altro ex Cervi, poi Polonara di prepotenza e il gioco da tre di Needham regalano il +10 (62-52) dopo 1’30”.
Tiene la gara fra le mani, la Grissin Bon, nonostante Avellino non accetti di subire. Esplode il Bigi quando, in un'azione finita dritta negli highlights, Polonara aggiusta a canestro il tiro sbagliato da Gentile. Reggio ha la gara fra le mani e il nervosismo in casa Sidagas è tangibile. Le proteste di coach Sacripanti portano al tecnico.
La partita non è però chusa. Con ostinazione, gli ospiti si riavvicinano in modo preoccupante (68-65 al 7') con la bomba di Nunnally, cui fa seguito un provvidenziale 4 a 0 reggiano. Dalla riga bianca, Ragland mette il 2/2 del 72-67 a 2' al gong. Aradori allontana la paura, poi ancora il play avellinese la mette per il 74-69. In lunetta, Polonair non tradisce, quindi Denik fa un capolavoro: ruba una palla d'oro e in contropiede conclude l'opera. E' il +9 reggiano (78-69) a un minutino al gong. Silins consuma il quinto fallo per fermare Ragland (1/2). E’ già vinta, gara 5, sui liberi di Aradori anche se il cronometro ancora corre. In spunta lo striscione: “ A Reggio non si passa” che accompagnerà poi la festa finale.
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