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«Pronti a giocarci la promozione»

di Riccardo Bellelli
«Pronti a giocarci la promozione»

Basket C Gold: Federico Pugi, anima della Bmr, alla vigilia della finale con Imola

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REGGIO EMILIA. La Bmr Scandiano è arrivata all’atto decisivo della stagione, la serie di finale contro Imola.Il primo incontro sarà domani alle ore 20 in Romagna e Federico Pugi già non vede l'ora di andare a sfatare il tabù del pala Ruggi dove i padroni di casa sono ancora imbattuti.

Si aspettava di trovarsi Imola in finale?

«Direi di sì, credo che questo sia lo scontro più bello ed esaltante che ci poteva capitare. Sarò in una città dove ho giocato e dove a seguire la squadra ci sono spesso più di mille persone. Una bellissima cornice».

In casa i vostri avversari non hanno mai perso. Come mai secondo lei?

«Credo che il fattore pubblico pesi molto. Tanti giocatori di C non sono abituati ad avere tanto pubblico, a giocare in un ambiente del genere, molto caldo, dove magari ti arriva pure qualche offesa. Si sentono in soggezione».

Il vostro quintetto prevede giocatori che dovrebbero essere abituati a certe cose.

«Esatto, quando abbiamo perso al pala Ruggi non è stato per quello. Purtroppo siamo partiti male e abbiamo giocato al nostro livello solo mezza partita. I ragazzi che escono dalla panchina invece dovranno essere bravi a restare concentrati e a estraniarsi da quello che succede intorno. Non è una cosa allenabile ed è soggettiva, si impara con l’esperienza e sarà una delle chiavi del successo».

Quali altre difficoltà presenta questa partita?

«Imola ha un giocatore esperto come Andrea Porcellini che dopo anni di B1 e B2 è sceso in C e segna ancora tanto. In più loro giocano a ritmi davvero molto alti. Il quintetto è forte, hanno esterni veloci a portare giù palla e piuttosto fisici. Direi che fisicità e intensità di gioco sono le loro caratteristiche peculiari».

Voi come vi presentate alla finale?

«Siamo cresciuti tanto nelle ultime 6-7 partite, specialmente a livello di gioco collettivo. Contro Imola abbiamo vinto bene in casa e perso una gara punto a punto al ritorno. Dovremo tenere il ritmo basso perché alla loro velocità alla lunga faremmo fatica: come talento individuale siamo superiori, ma come età media siamo più vecchi e non abbiamo una panchina profondissima. Devo dire però che contro i Tigers in semifinale abbiamo tenuto un bel ritmo, abbiamo comandato a rimbalzo, arrivavamo sempre primi sulle palle vaganti per poi lanciare il contropiede. Siamo in forma e se giochiamo come contro Forlì, non ce n’è per nessuno».

Per lei una bella soddisfazione tornare a giocare e subito conquistare una finale. Cosa prova?

«Avevo una gran voglia di tornare a giocare. E’ capitata la possibilità con Scandiano, quasi casualmente. Ho iniziato piano e col passare del tempo ho visto che le cose andavano sempre meglio, il fiato tornava, la voglia di vincere e soprattutto niente ricadute. Ho ritrovato l’agonista che c’è in me, le emozioni del gioco.

Mi sono allenato molto, spesso prima dell’allenamento faccio pesi perché ci tengo davvero ad essere in forma e a vincere con questa squadra. Adesso che sono arrivato in finale, non posso accontentarmi, voglio la promozione».

Avrà anche un tifoso speciale a casa per questa finale.

«Si, mio figlio. Impazzisco di gioia per questa cosa. A 4 anni viene a vedere tutte le partite in casa, in palestra segue con attenzione le partite, a casa passa i pomeriggi a tirare a canestro. Ci tenevo molto a trasferirgli il mio amore per lo sport e per il basket. Ora spero di poter festeggiare con lui la promozione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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