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Scelta la terza divisa dei granata

Scelta la terza divisa dei granata

Premiati i bambini delle elementari di Quara di Toano che l’hanno ideata

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REGGIO EMILIA. E' bianca e reca lo scudetto dell'Associazione Calcio Reggiana con l'indicazione dell’anno1919, data della sua costituzione, sovrastato da una catena. In basso, sempre sul petto, appare invece il disegno di un puzzle. E' la maglia che ha vinto il concorso scolastico “I primi fanno gioco di squadra” scelta come terza divisa per il prossimo campionato di calcio. L’iniziativa è il frutto di una collaborazione tra la Reggiana e la Reggiana Gourmet.

La presentazione e la premiazione dei vincitori è avvenuta ieri mattina nella suggestiva cornice - anche se con il tappeto erboso un po’ sconnesso e spelacchiato - del glorioso stadio Mirabello alla presenza delle tre classi finaliste.

La selezione è stata difficile, hanno sottolineato i giurati, ma è stato raggiunto l'obiettivo di offrire una esperienza diretta dei valori che lo sport esprime, come il divertimento di stare insieme, di gioire o soffrire insieme per una vittoria o una sconfitta, di scoprire nuove amicizie.

I criteri adottati dai giudici per il verdetto hanno tenuto conto del messaggio educativo, della qualità grafico pittorica e della possibilità di riprodurre il campione ed utilizzarlo nel torneo professionistico.

La consegna degli attestati è avvenuta in ordine decrescente: terzo posto alla quinta classe dell'istituto comprensivo Francesco Petrarca di San Polo; poi il derby tutto toanese con il posto d'onore attribuito alla quinta elementare dell'istituto Ezio Bernabei di Toano e il primo assoluto alla pluriclasse di Quara guidata dalle insegnanti Simona Lazzari e Stefania Sorbi.

A fare da modelli per i tre prototipi si sono prestati i due calciatori Vasile Mogos ed Erik Panizzi e l'addetto stampa della Reggiana Andrea Munari.

L’incontro di ieri è stato aperto da Nicola Simonelli, responsabile educativo della Reggiana calcio, che nei mesi scorsi aveva svolto interventi di educazione motoria nelle scuole partecipanti ed è stato concluso dalla nutrizionista Chiara Marini che a quei ragazzi aveva offerto utili consigli alimentari.

«La nostra volontà è stata quella di ricercare un modello di cultura sportiva - hanno detto i promotori - andando direttamente nelle scuole, durante l’orario didattico, per lavorare insieme agli studenti e alle insegnanti, che hanno condiviso questa nostra idea di lavoro e che ci hanno accolto con grande entusiasmo».

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