Silins, il “mastino” che sa fare la differenza
Nei playoff l’ala lettone sta portando un fondamentale contributo difensivo alla causa reggiana
REGGIO EMILIA. A sottolineare l’importanza di Ojars Silins in questi playoff era stato coach Menetti.
«Con l’elevarsi dell’importanza delle partite OJ ha saputo migliorare la cura dei dettagli per perfezionare il suo rendimento» ha detto il tecnico. E sono proprio i dettagli a fare la differenza. Le cifre dell’ala si aggirano attorno a quelle messe insieme durante la stagione regolare: in circa 20’ di utilizzo continua a viaggiare attorno ai 6 punti di media, ma aumenta il numero di rimbalzi (2.6) e assist (1.0). In quest’ultima voce statistica Silins ha messo insieme in otto partite più della metà degli assist distribuiti nelle 30 gare di stagione regolare. Coinvolgimento nella manovra offensiva, ma l’apporto decisivo arriva vicino al proprio canestro.
Nei quarti di finale la guardia sassarese David Logan è stata mantenuta sotto i 13 punti di media, tirando con il 30% da due punti rispetto al 50% della regular season. Durante la semifinale, l’Mvp del campionato Nunnally ha avuto nei 13 punti messi a segno in gara1 la terza peggior prova realizzativa dall’inizio della stagione e nei 12 di gara 2 la seconda. Sarebbe riduttivo pensare al lavoro difensivo svolto dalla Grissin Bon su questi due importanti realizzatori come frutto dell’unico lavoro di Silins; è indubbio sia stata la squadra intera con rotazioni rapide e aiuti efficaci a limitare l’estro delle due guardie avversarie, ma sicuramente le lunghe braccia e le gambe esplosive del lettone sono risultate decisive. È anche da un punto di vista della tensione emotiva che Silins sta facendo sentire il proprio peso, basta pensare alla stoppata con tanto di muscoli mostrati a Ragland che ha messo fine ai tentativi di rimonta avellinesi in gara2 di semifinale. Nella negativa prestazione di squadra vista in gara3 e nel totale naufragio della quarta partita nemmeno Silins si è salvato, ma nuovamente dalla sua energia difensiva la Grissin Bon è ripartita nell'ultimo match. I suoi falli, come sottolineato da Menetti, sono stati il segnale di un’importante voglia di fare. Una fame che non deve abbandonare il lettone e l’intero gruppo proprio ora, con l’obbiettivo della finale a una sola vittoria di distanza.
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