Se la Reggiana è una questione di famiglia
Dai celebri Bertini e Campari ai Vernocchi dei giorni nostri: ecco i fratelli che hanno indossato insieme la maglia granata
REGGIO EMILIA. Intere generazioni di tifosi della Reggiana sono cresciute sulle gradinate del Mirabello e tanti ricorderanno una formazione che cominciava così: Bertini II, Villa, Bertini I...
Sono i Bertini l'icona dei fratelli che hanno fatto la storia della Reggiana in un periodo d'oro: gli anni tra il 1960 e il 1970, quelli del boom economico di una provincia che si riconosceva nella maglia granata. Ritrovarsi al Mirabello non era solo una passione o una questione di fede, ma un modo di socializzare e vivere un'identità. Nelle famiglie, nei bar, nei luoghi di lavoro, si cominciava a metà settimana ad organizzare la partecipazione alle partite, guai a chi mancava, impossibile far tardi perché parcheggiare per tempo in viale dei Mille e dintorni era una prerogativa. Che tempi: si era felici solo a saltare sulle asce di legno delle tribune che rimbombavano e a intonare il coro Reggiana-Reggiana.
Come non ricordare quel campionato 1966-67 quando, oltre ai mitici fratelli Bertini, Giancarlo (1939) portiere e Orlando (1936) terzino, sulla carbonella del Mirabello si esibivano giocatori del calibro di Grevi, Pienti, Corni, Mazzanti, per arrivare al funambolico Dante Crippa che, ad ogni dribbling col doppio passo, accendeva il boato del pubblico.
La Reggiana terminò terza nel campionato di serie B, una delle poche volte in cui le promozioni erano ridotte a due. Tanta roba, quasi una leggenda, visto che da 17 anni i tifosi sono alle prese con l'inferno della Lega Pro.
Tante le vicende incrociate di fratelli che hanno vestito contemporaneamente il granata. I Bertini sono la pietra miliare, perché la memoria è ancorata ad una fascia di tifosi, alcuni già con i capelli bianchi, che ancora oggi vanno allo stadio, magari con figli e nipoti. Giancarlo Bertini arrivò a Reggio dalla Sanremese nella stagione 1962/63, Orlando invece dal Legnano. Allora giocavamo in serie C, i due fratelli furono subito tra i protagonisti della promozione, l'anno successivo. Giancarlo, il portiere, per alcune partite lasciò spazio al mai dimenticato Ezio Galbiati, in quegli anni la maglia granata fu onorata anche da giocatori simbolo come Greatti e Facchin. Giancarlo restò fino al 1968, quando fu ceduto al Taranto, Orlando finì a Reggio la carriera nel 1970.
Se si fa un tuffo nel passato, di alcuni decenni, riscopriamo che alla Reggiana giocarono contemporaneamente diversi fratelli. Nella galleria dei famosi un ruolo importante è da assegnare senz'altro ai fratelli Campari di Bagnolo in Piano; tre di loro vestirono la maglia granata per diversi campionati. La famiglia Campari anticipava quella dei Benelli, Arturo, Gino e Carlo che giocarono insieme a partire dal campionato 1932/33. Iniziarono prima Arturo (1913) e Gino (1915), a cui si unì dal 1936, Carlo (1919). Addirittura nel torneo 1936/37 militavano in squadra i tre fratelli Benelli, due dei Campari, Milo e Nellusco e i fratelli Raggio e Vivante Montanari.
I Campari per un lungo periodo sono stati i protagonisti della storia granata di quell'epoca così pionieristica: Milo (1912) e Nellusco (1910), partirono da titolari nel campionato 1931-32, quando l'allenatore era Felice Romano, la Reggiana giocava nel girone B della Prima divisione nazionale (serie C), unitamente a diverse formazioni emiliane, come Carpi, Faenza, Fiorenzuola e Forlì. A metà stagione debuttò anche il terzo dei fratelli Campari, Socrate (1905), che faceva il mediano. Nellusco era il bomber, mai meno di dieci reti a stagione, Milo invece era un tenace difensore.
Nel campionato 1940-41 si affacciarono alla ribalta i fratelli Carlo e Giovanni Bianchi, poi un salto di oltre vent'anni, per arrivare all'amarcord dei Bertini. Oggi è sempre più difficile che due fratelli giochino contemporaneamente nella stessa società, ma alla Reggiana il festival delle coppie è proseguito.
Il caso più recente è quello dei fratelli Vernocchi, Alessandro (1998) e Simone (1995), provenienti dalla Pro Patria,nel 2014/2015: il primo negli allievi nazionali (oggi in Berretti), l'altro alle dipendenze della squadra dei titolari di Alberto Colombo. Dieci anni fa ci fu la dinastia dei Gualtieri, calabresi di origine ma reggiani di adozione, entrambi attaccanti.Maicol (1993) giocava nei giovanissimi nazionali con Bovi e Gianluca Di Chiara; Luigi (1989) nella Berretti.
Fu portato a Reggio da Giancarlo Tassi, dalla Primavera del Parma, quando venne a rifondare come responsabile il settore giovanile della Reggiana post fallimento, su chiamata del presidente Vando Veroni. Sempre via Parma sono transitati alla Reggiana i fratelli Ferretti, attaccanti, nativi di Montecchio. Luca (1983) giocò in prima squadra, Andrea (1986) nella Berretti. Oggi Luca Ferretti, che ha avuto una buona carriera in C, milita nella Fidentina, Andrea è da due stagioni al Pavia in Lega Pro.
Nel Sassuolo giocarono i fratelli Giaroli: Gabriele (1980) e Daniele (1987), entrambi portieri. Un'altra celebre coppia di fratelli granata è quella dei Mossini, Lorenzo (1958) e Fabrizio (1954) di Poviglio. Mentre Lorenzo nella stagione 1973/74 giocava negli allievi con Guido Mammi, Fabrizio si alternava tra la Berretti di Bruno Giorgi e la Primavera di Giovanni Campari. Fu quest’ultimo a farli giocare insieme in una memorabile partita.
Lorenzo Mossini arrivò a debuttare nella prima squadra della Reggiana nella stagione 1976-77. Fu ceduto al Como, che era in serie A, dopo aver vinto nel 1980-81 il campionato con la guida di Romano Fogli. Fabrizio Mossini giocò invece a livello di quarta serie nel Sassuolo e a Pordenone.
Ci sono poi due coppie di calciatori reggiani di nascita che hanno giocato insieme, ma nel Parma. Sono i fratelli Verdi di Campegine, Matteo (1980) e Nicola (1987), entrambi difensori, e i fratelli Berselli di San Martino in Rio, Alessandro (1989) e Nicola (1984), centrocampisti.
Un caso fuori della norma risale al 2005/2006 quando arrivarono due gemelli del 1991: Marco e Umberto D’Ascoli, restarono due anni.
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