Roma batte Inter dopo 12 rigori e vola alla finale di sabato sera
REGGIO EMILIA. Roma in finale, dopo quattro tempi, sei gol in 120 minuti e dodici rigori. Una partita spettacolare e infinita, quella di martedì sera al Mapei Stadium per la prima semifinale del...
REGGIO EMILIA. Roma in finale, dopo quattro tempi, sei gol in 120 minuti e dodici rigori. Una partita spettacolare e infinita, quella di martedì sera al Mapei Stadium per la prima semifinale del Campionato Primavera, tra Roma e Inter, risolta appunto, ai calci di rigore ad oltranza.
Mattatore della serata è stato, nel bene e nel male, il 17enne Marco Tumminello, bomber trapanese che Bruno Conti sfilò a costo zero al Palermo ai tempi dei Giovanissimi: il giovane romanista ha segnato due gol ma si è fatto cacciare in maniera stupida facendo testa contro testa con l'arbitro, e quindi salterà la finale e non solo quella (a fine partita la Roma ha annunciato la sospensione a tempo indeterminato del giocatore).
Al 90’ però era già in panchina e guardava la sua squadra che controllava a fatica il vantaggio, quando Manaj (pagato 4,2 milioni di euro al Newel’s Old Boys) si ricordava di essere il più atteso: un rigore procurato e segnato al 90’, un gol inventato al 91’, inteso come primo dei supplementari, e l’Inter, come la Roma, pregustava la finale contro la vincente di Juventus-Torino che si è giocata ieri sera.
Mancava all’appello il terzo centravanti, Ponce: il 3-3 nei tempi supplementari lo firma lui, e la partita sembra non finire mai. Si arriva ai rigori, si va a oltranza, e dopo 11 tiri tutti segnati Baldini, che aveva realizzato l’1-0 per l’Inter, si fa respingere il tiro dal portiere Crisanto, altro eroe inatteso, che gioca col 12 perché a inizio anno tutti – lui incluso – pensavano fosse la riserva del più esperto Pop.
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