Gazzetta di Reggio

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Ale Gentile, critiche a go go ma resta il faro dell’EA7

di Andrea Montanari

Gli avversari: l’ala azzurra vuole essere leader dopo una stagione di alti e bassi Si ritrovano Rakim Sanders e Derek Needham, compagni di squadra al college

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REGGIO EMILIA. L’EA7 Milano riversa in questa finale scudetto tutte le aspettative di una formazione di grande talento e potere fisico che non vuole, e non può, accontentarsi di un solo trofeo alla fine di questa stagione. Un campionato che ha visto i milanesi dominare molte partite, così come li ha sorpresi in scivoloni sui campi di alcune delle squadre appartenenti alla parte bassa della classifica.

Il faro e il simbolo indiscusso della squadra di coach Jasmin Repesa è Alessandro Gentile. Il capitano biancorosso ha trascorso una stagione tormentata da numerosi infortuni, ultimo dei quali una lesione al pollice della mano destra che lo ha costretto a un intervento nel mese di aprile. Una stagione regolare da 12.6 punti, 2.9 rimbalzi e 2.9 assist di media rappresenta tanta della sostanza data dall’ala della nazionale alla sua EA7; sostanza che non è sembrata sufficiente ad alcuni dei suoi sostenitori e appassionati di pallacanestro che hanno aperto dibattiti sul rendimento del team con o senza il suo capitano. Spesso attaccato sui social network, Gentile non ha mai abbassato la testa davanti alle difficoltà di una stagione fin qui non baciata dalla fortuna sotto il punto di vista fisico e, pur non in eccellenti condizioni, si è già presentato da leader nelle sfide playoff in cui l’EA7 si è liberata di Trento e Venezia. Se la condizione non ottimale del dito della mano con cui tira lo ha portato a toccare il 39.1% da due punti e appena il 16% da tre, il talento e la determinazione hanno sopperito e non gli hanno fatto perdere la fiducia in vista della sua terza finale scudetto.

«Temo Kaukenas. Ogni volta che si pensa ai suoi 39 anni lui se ne toglie cinque – dice Gentile – ma dobbiamo fare attenzione anche ad Aradori, Della Valle e Polonara».

Sarà probabilmente con Ojars Silins, però, che il casertano avrà il confronto più diretto e qui entrerà in gioco la capacità del lettone nel far emergere le sue caratteristiche difensive già ben note agli esterni di Sassari e Avellino. Campione d’Italia nella stagione 2013/14 con l’EA7 in cui ha militato il reggiano Nicolò Melli, Alessandro ha visto svanire la sfida in finale tra i fratelli Gentile a causa dell’infortunio occorso a Stefano in occasione di gara6 di semifinale giocata dalla Grissin Bon al pala Del Mauro.

Per un incontro che svanisce, però, ce n’è una che si concretizza ed è quello tutta stelle e strisce fra Rakim Sanders e Derek Needham. I due americani sono stati compagni di squadra al college nella stagione 2011/2012 con la maglia dei Fairfield Stags e si sono scambiati ieri sui social network messaggi di reciproca stima. Nell’annata di riferimento il play reggiano ha viaggiato a 11.7 punti e 3.4 assist di media nel suo anno da Junior, mentre l’ala milanese ha sfiorato i 17 punti e 9 rimbalzi di media da Senior; stagione di alto livello che ha aperto loro le porte per le rispettive carriere professionistiche al di là dell’Oceano. Anche Sanders, che si è cucito lo scudetto sul petto nella passata stagione da Mvp della finale con la maglia di Sassari, ha rilasciato dichiarazioni riguardo il suo capitano.

«Alessandro è un grande giocatore che forse sente molto la responsabilità e finisce per forzare - ha detto Sanders – “ma se riuscirà a ricoprire il suo ruolo come sa, farà emergere il suo talento super».

Talento fuori dalla norma, quindi, potenza fisica e determinazione che fanno di Gentile la stella di Milano e uno degli osservati speciali della difesa della Grissin Bon. Dalle mani e dalla testa del suo capitano passeranno molte delle speranze della formazione milanese in questa finale tutta da vivere.

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