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«Milano vuole rifarsi e reagirà Dobbiamo essere pronti a tutto»

di Adriano Arati
«Milano vuole rifarsi e reagirà Dobbiamo essere pronti a tutto»

Il coach Menetti: «Questa è la gara che può cambiare la serie e noi vogliamo fare del nostro meglio Se saremo bravi a stroncare la voglia di rivincita dei nostri avversari, potremo metterli in difficoltà»

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REGGIO EMILIA. «Una partita come questa non si vince in 5, si vince in 6: i 5 in campo e il Bigi ad aiutarci».

Chiede ancora una volta l’aiuto del pubblico il coach biancorosso Max Menetti, in vista della cruciale gara 4 di questa sera in cui la sua Grissin Bon potrebbe riavere nuovamente Aradori a disposizione, dopo il problema muscolare del debutto in finale.

Che partita vi attende?

«Una partita durissima, bisognerà andare oltre a quanto già fatto, compiere uno sforzo ancora maggiore, e questo lo sappiamo bene».

Milano reagirà?

«E’ quello che ci aspettiamo, vorranno rifarsi, è normale. Questa è una gara che può cambiare la serie: eravamo già martedì sera con la testa a gara 4, figuriamoci ora, vogliamo fare del nostro meglio».

Quanto incide giocarla in casa?

«Il sostegno del nostro pubblico è fondamentale: per vincere, questa gara, dobbiamo giocarla in 6, noi e via Guasco insieme. Già in gara 3 ho visto un ambiente bellissimo, molto positivo, preziosissimo per noi».

Non era scontato?

«Comunque venivamo da due sconfitte, poteva esserci magari un po’ di pessimismo». Invece non ho percepito alcun timore, alcuna negatività nel pubblico. C’era solo grande calore per noi».

Riavrete Aradori?

«Oggi (mercoledì, ndr) si è allenato), ha provato ad aumentare il carico, giovedì (oggi, ndr) nella rifinitura faremo le ultime valutazioni per vedere se utilizzarlo».

Da Milano si aspetta delle novità?

«Mi aspetto grande voglia di rivincita e noi dovremo essere bravi a spegnerla. Se siamo bravi a stroncare la loro voglia di rifarsi possiamo metterli davvero in difficoltà».

A questo punto, inutile aspettarsi rivoluzione tattiche?

«Non sono partite in cui si può prevedere l’andamento tattico. Non contro una formazione come Milano».

Conta l'intensità, quell'intensità che aveva chiesto dopo gara 2?

«Sì, se i ragazzi mettono energia e determinazione dopo possiamo pensare a giocarci la gara vedendo quale sviluppo prende».

In gara 3 avete fatto molto bene vicino a canestro con Lavrinovic. È stata la chiave?

«Di sicuro faceva parte delle nostre intenzioni, ma questa serie racconta della nostra capacità di trovare sempre un protagonista diverso: prima Kaukenas, poi Della Valle e poi Lavrinovic. Adesso magari toccherà a qualcun altro ancora».

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