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Sasà Parrillo, dai parquet di serie B alla finale scudetto

Sasà Parrillo, dai parquet di serie B alla finale scudetto

REGGIO EMILIA. Una favola, e di quelle a lieto fine. Salvatore “Sasà” Parrillo l’ha ammesso sorridendo, dopo l’ottima prestazione in gara 3: «Se tre mesi me lo avessero detto non ci avrei creduto,...

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REGGIO EMILIA. Una favola, e di quelle a lieto fine. Salvatore “Sasà” Parrillo l’ha ammesso sorridendo, dopo l’ottima prestazione in gara 3: «Se tre mesi me lo avessero detto non ci avrei creduto, sto vivendo un sogno».

E in effetti da fine marzo a inizio giugno il 23enne play di Benevento è passato dal fallimento della sua squadra di serie B, l’Azzurro Napoli, a inseguire in finale scudetto Gentile, Kalnietis e Simon. Da una delusione infinita, l'ennesimo crac societario per una formazione napoletana, a una soddisfazione difficile da quantificare. Parrillo, cresciuto nella Juve Caserta, è sempre stato considerato un buon giocatore di serie B o al massimo per questa A2 allargata, che regala tanto spazio agli italiani.

Nel 2015/16 si è trovato invischiato nella turbolenta annata napoletana, fra stipendi non pagati e polemiche, sino all’esclusione dalla serie B del 30 marzo. Qualche giorno dopo la chiamata a Reggio, ufficialmente per mantenere alta l'intensità degli allenamenti in un periodo in cui i giovani erano impegnati nelle finali di categoria. Già questo è stato un bel salto, dalla B a una delle squadre più competitive del campionato. Col passare delle settimane, tutti ne hanno apprezzato umiltà e costanza, e Menetti ha iniziato a concedergli qualche minuto, più che altro nei finali di quarto per far rifiatare i titolari. In gara 3, invece, la bella storia si è tramutata in fiaba. Con Aradori e Gentile appiedati, Menetti lo ha impiegato per 8’ come specialista difensivo su Kruno Simon, non l’ultimo della lista, e Parrillo ha lavorato bene fra i costanti applausi del pubblico. Ha anche preso 2 buoni tiri da 3, e se almeno uno fosse entrato il palaBigi sarebbe davvero venuto giù. Ma già così, con i complimenti e la sala stampa tutta per lui, il 7 giugno 2016 è diventata una data difficile da dimenticare. La serie B e il fallimento, adesso, chi se le ricorda più. (a.a.)

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