La genuinità di Compagni ha convinto Mike Piazza
Reggiana: il fattore umano è stato determinante nell’intesa raggiunta L’americano investirà su vivaio, prima squadra e soprattutto sulle strutture
REGGIO EMILIA. Il fattore umano. Ecco l’elemento decisivo che ha portato Mike Piazza a Reggio. Da quando si è cominciato a parlare della clamorosa trattativa in molti hanno espresso scetticismo e, alla fine, la domanda era sempre la stessa: perché una celebrità del baseball, in procinto di entrare nella hall of fame, dovrebbe arrivare proprio a Reggio? Domanda legittima, legata anche ai precedenti di persone poco trasparenti che si sono avvicinate alla Reggiana.
LINEARITA’. Il primo fattore che ha condotto Piazza a Reggio si chiama Stefano Compagni. Dopo che nel dicembre scorso l’americano è stato agganciato da Alberto Bertolini, ora capo degli osservatori granata, la trattativa è stata condotta in prima persona dal presidente. La dimestichezza con l’inglese dell’imprenditore di Casalgrande, il suo modo di fare diretto e senza formalismi, ma soprattutto la linearità dimostrata in questi mesi nel proporre i termini dell’accordo, hanno convinto Piazza prima dal punto di vista umano. E chi conosce l’americano sa quanto dia importanza a determinati valori.
AMICIZIA. Un secondo aspetto importante è che la stella del baseball ha un caro amico che vive qui vicino. Gilberto Gerali, che abita a Parma, è con Bill Holmberg la persona più in confidenza con Mike. Se Piazza conosce da tempo l’Emilia, la sua mentalità e il suo approccio al mondo del lavoro, è anche grazie a Gerali. Il futuro proprietario della Reggiana continuerà a vivere a Miami Beach ma ha già annunciato che verrà un paio di volte al mese in Italia, sua seconda patria. Nel frattempo Compagni continuerà a seguire la Reggiana, di cui resterà socio con una parte importante di azioni.
In questi mesi l’italoamericano ha sposato il progetto tecnico che Compagni gli ha proposto. Il ds Andrea Grammatica, che sarà in carica dal 1 luglio, all’Entella ha fatto un lavoro straordinario sui giovani, portando la squadra nelle finali Primavera che si sono giocate tra Reggio e Modena. E Piazza, in linea con la cultura statunitense dello sport, intende puntare molto sul settore giovanile, dove tra l’altro intraVvede possibilità di business.
La Reggiana che sta nascendo è dunque globale e locale. La sua anima reggiana non andrà persa, questo almeno l’impegno di cui l’attuale presidente dovrà farsi carico. Ma al tempo stesso al suo interno vi sono più soggetti che hanno dimestichezza con la cultura anglosassone (Bertolini ha ricoperto il ruolo di osservatore per il Southampton).
SVILUPPI. La svolta societaria in atto è una novità assoluta nella storia granata. Novità ricca di possibilità, anche per Reggio, basti pensare al fatto che Mike potrebbe essere un testimonial di aziende che esportano oltre Oceano. Esistono anche incognite e rischi. Piazza non è un tifoso della Reggiana, almeno non ancora, e pur essendo coinvolto sentimentalmente con l’Italia, sarebbe irrazionale aspettarsi un amore incondizionato.
Piazza intravvede nel calcio italiano un’opportunità di business e sicuramente la sua gestione sarà oculata e molto attenta al bilancio. Si punterà alla serie B ma senza follie o progetti destinati magari a collassare rapidamente.
Bisogna aspettarsi un progetto di medio periodo, basato sul lavoro e sulla strategia dei piccoli passi: ma in fin dei conti in questo campo i reggiani hanno qualcosa da dire e forse anche da insegnare.
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