Maltese guarda avanti «Ci vuole una squadra di persone vere»
REGGIO EMILIA. Dalla sua Palermo il centrocampista granata Dario Maltese attende contatti con la nuova dirigenza di via Mogadiscio per capire se la società intende ancora puntare su di lui che ha in...
REGGIO EMILIA. Dalla sua Palermo il centrocampista granata Dario Maltese attende contatti con la nuova dirigenza di via Mogadiscio per capire se la società intende ancora puntare su di lui che ha in tasca un contratto fino al 30 giugno 2018.
Maltese, sta già pensando al ritiro di luglio?
«Per ora penso a rilassarmi, a casa con la famiglia o nel mare di Palermo, ma seguo a distanza l'evolversi della situazione societaria».
Nel suo futuro c'è sempre la Reggiana?
«Ho altri due anni di contratto e penso di rispettarli però non ho ancora avuto contatti. Penso di restare, naturalmente se si presentasse un'offerta che non si può rifiutare la prenderei in considerazione e ci farei quattro conti anche se, dentro di me, mi piacerebbe riscattare un'ultima annata non sempre positiva a Reggio».
Con quali ambizioni ricomincerebbe?
«Vorrei cercare di fare meglio dell'anno scorso, credo sia anche arrivato il momento di iniziare a vincere qualcosa».
Quali sensazioni le hanno lasciato due anni a Reggio?
«Mi sento cresciuto molto, perché più responsabilizzato soprattutto a livello mentale. Il paragone con l'anno precedente è presto fatto: all'epoca anche se non giocavi sempre bene vincevi mentre quest'anno, a parte due o tre partite dove siamo stati inguardabili, la squadra ha espresso un buon calcio ma i risultati non sempre sono arrivati».
E' informato sui cambiamenti in atto?
«Ho letto dell'arrivo di Andrea Grammatica come nuovo ds, di Leonardo Colucci come allenatore, mi dispiace per la partenza di Italo Federici e attendo come tutti l'imminente ingresso di Mike Piazza in società».
Le hanno accennato di una squadra ambiziosa?
«Qualcosa mi è arrivato alle orecchie, oltre al fatto che chi si appresta a gestire la squadra sia intenzionato a fare le cose per bene».
Centrocampista di piede sinistro: il 4-2-3-1 sembra disegnato per lei sulla mediana.
«Mi conoscete: poco mi interessano i moduli, io voglio giocare a calcio e divertirmi in quale assetto non è un problema: anche in ruoli non miei cerco sempre di dare il 100%».
E' giusto resettare tutto o qualcosa va salvato dei due anni scorsi?
«Cancellare tutto non si può perché il primo anno il gruppo ha fatto bene ed anche quest'anno, nonostante le tante problematiche, siano riusciti a superare momenti di difficoltà. Ovvio che quando ci sono grandi cambiamenti bisogna entrare subito nell'ottica di lavoro del nuovo mister».
Può essere una chiave di volta un gioco più offensivo?
«Io lo intendo così il calcio: pur curando anche i dettagli difensivi, se sei bravo ad attaccare farai sempre un gol in più degli altri. Magari non sarà così in tutte le partite ma una mentalità più offensiva può creare maggiori apprensioni nei tuoi avversari».
Il girone nel quale finirà la Reggiana sarà determinante?
«L'importante è fare una squadra competitiva, un gruppo di persone vere che remino tutte dalla stessa parte, perciò il girone non sarà la prima discriminante. Anche perché, al momento, non si conoscono i criteri di suddivisione delle squadre ma guardando ad un ipotetico girone nord, disegnato come quest'anno, saltano all'occhio nuove piazze blasonate come Venezia, Como, Parma o Modena perciò è meglio farsi trovare pronti».
Il rapporto coi tifosi come sarà?
«Si ripartirà da zero. Loro vorranno risposte da tutti noi perciò molto dipenderà dal nostro comportamento e dai risultati».
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