Falli e liberi, così si decide una serie
In gare in cui viene messa in campo tanta fisicità sono elementi che spostano
REGGIO EMILIA. Falli e tiri liberi. In una serie di enorme fisicità come quella in corsa fra Reggio e Milano sono elementi importanti, in grado di spostare una partita. In alcuni match il metro è stato più permissivo, in altre molto severo anche per spegnere i bollori, ma comunque si parla di gare in cui vengono fischiati sempre più di 40 falli complessivi, e a differenza del solito anche i falli tattici a metà campo sono stati pochi. In parte perché i contropiede da interrompere non abbondano, in parte perché - con l’intensità e i falli conseguenti - anche i giocatori stanno attenti a non spendere la loro penalità in situazioni che la difesa può gestire diversamente. Quantomeno, mostrano maggior cura al riguardo. Tante azioni che in stagione regolare sarebbero state stroncate da contatti a metà campo proseguono normalmente, e i difensori tornano tutti indietro di gran carriera senza pigrizie.
I dati delle prime quattro partite, per quanto riguarda i falli, mostrano comunque una linea comune. Su quattro partite, ha vinto la squadra che ha segnato più liberi. Anche perché ottenere molti liberi significa solitamente giocare una prestazione aggressiva, senza timori a cercare i contatti. Inoltre, in 3 occasioni su 4 ha vinto la squadra che ha tirati di più.
L’unica eccezione è gara 4, “falsata” dal finale punto a punto in cui entrambi i coach hanno dovuto ricorrere al fallo sistematico. Reggio ha chiuso con 24 su 29 dalla lunetta, Milano con 21 su 31: qui ha pesato maggiormente la freddezza e la mira buona dei biancorossi. Nei quattro incontri, la Grissin Bon viaggia con un eccellente 79.7%, 63 su 79 totale. Milano invece è ferma al 67.6%, frutto di 69 su 102. Subire falli e andare in lunetta è cruciale per vincere, quindi, contro difese tignose che concedono molto poco e che ormai conoscono tutti i dettagli dei rivali. I giocatori, poi, arrivano da 10 mesi di attività e da playoff dai ritmi martellanti ed è inevitabile che le percentuali scendano. I tiri liberi sono una risorsa preziosa, e monetizzarli porta parecchi dividendi. In gara 1 Milano ha commesso 20 falli e ne ha subiti 28, triplicando Reggio in lunetta: ha finito il match con 16 su 24 contro l’ottimo ma striminzito 7 su 7 Grissin Bon. In gara 2, Milano ha fatto 21 falli e ne ha commessi 25. Reggio invece ne ha commessi 26 e subiti 20. Anche in questo l’Olimpia vincitrice ha tirato molti più liberi, il suo 22 su 28 supera ampiamente il 15 su 18 biancorosso. In gara 3 a Reggio, i dati si sono girati a favore della Grissin Bon. La squadra di Menetti ha commesso 23 e ne ha subiti 21, e soprattutto ha conquistato 25 liberi segnandone 17. Milano ha fatto 24 falli subendone 23, ai liberi ha concluso con 10 su 19, sotto ai rivali per precisione e tentativi. Unica eccezione, appunto, è gara 4, l’unica con un finale tirato e conseguente ricorso al fallo sistematico. (a.a.)
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