«Non dobbiamo smettere di crescere e migliorare»
L’esterno biancorosso Pietro Aradori recita la formula vincente in vista di gara 5 «Siamo sul 2 a 2, non sarà facile espugnare il Forum ma noi vogliamo giocarcela»
REGGIO EMILIA. «Se potessimo portarci in trasferta il palaBigi sarebbe ancora meglio, ma noi dobbiamo fare bene anche fuori casa adesso. La pressione? Io non ci credo molto, si gioca e ci si impegna, non c’è altro da fare».
Rende omaggio al pubblico reggiano il grande eroe di gara 4 Pietro Aradori. Nella seconda vittoria biancorossa nella serie scudetto la guardia bresciana è tornata in campo regalando una notevole prestazione balistica, soprattutto nel primo quarto, scatenando l’entusiasmo dei tifosi biancorossi. Un rientro dalla drammaturgia perfetta, dopo il guaio muscolare nei primi minuti di gara 1 a Milano che ha tenuto fuori Aradori anche nelle due gare seguenti. Adesso è rientrato, e si pensa solo a gara 5.
Come si sente?
«Sto meglio, è chiaro che un problema come quello non si può risolvere completamente in una manciata di giorni, ma l’importante è poter dare una mano alla squadra, e adesso voglio continuare a farlo».
Si aspettava di giocare così bene al rientro?
«Rispetto ai miei compagni ero rimasto per forza fermo nelle partite precedenti, e con questi ritmi essere riposati è un bel vantaggio».
Ha usato la carica accumulata, in pratica?
«Ero più fresco e ho cercato di dare energia e intensità sin dall’inizio».
Ora si torna a Milano. Sentirà la mancanza del Bigi?
«Eh, se fosse possibile portarsi in trasferta questo ambiente non sarebbe davvero male. Il nostro pubblico ci sta aiutando enormemente, ci sostiene davvero alla grande».
Il fattore campo conta così tanto, anche a questo livello?
«E’ innegabile, giocare sul proprio campo con i propri tifosi a fianco è un bell’aiuto, ti dà altra energia. Per questo scudetto, se lo vogliamo, dobbiamo vincerlo in trasferta».
Da lì non si scappa, no?
«Esatto, noi dobbiamo vincere almeno una gara a Milano e siamo determinati a far bene in gara 5 al Forum, le gare reggiane sono passate. Siamo 2 a 2 e vogliamo giocarcela».
Milano ha il vantaggio del fattore campo, ma ha anche un’enorme pressione addosso. Influirà?
«Io non ci credo poi tanto, a questi discorsi della pressione. Le partite vanno giocate in campo, vanno giocate tecnicamente, si gioca e si cerca di far bene, tutto il resto alla fine resta fuori. Noi dobbiamo essere bravi a giocarci la gara».
Per arrivare a questo 2 a 2 avete dovuto sudare parecchio, più che in gara 3. Inevitabile?
«Sapevamo che Milano avrebbe dato tutto in gara 4, avevano puntato molto su questa gara, erano determinati e anche quando siamo scappati alla fine ci hanno ripreso con i loro tiri da 3. È normale».
In quel momento avete mostrato grande solidità.
«Siamo andati oltre l’ostacolo. Ci prendiamo la vittoria. Non abbiamo fatto una gara perfetta, ma comunque siamo sul 2 a 2, ora dobbiamo pensare a migliorare. Si può sempre fare meglio».
E oggi ce ne sarà bisogno?
«Nei playoff si dice che la gara appena disputata diventa la meno importante e quella successiva diventa subito la gara della vita. È così, in fondo, e adesso dobbiamo solo pensare a fare bene nella prossima occasione. Siamo qui e vogliamo giocarcela».
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