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La Grissin Bon piega la testa

di Linda Pigozzi
La Grissin Bon piega la testa

Milano aggredisce i reggiani nel primo tempo e si guadagna il match point per lo scudetto

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INVIATA A MILANO. Vince chi ci crede di più. Ed è più facile crederci se si gioca in un’arena di fuoco con la rabbia violenta di due sconfitte esterne. Milano aggredisce immediatamente gara 5, quella della svolta, e Reggio viene affettata in una prima frazione di gioco in cui tira con percentuali vergognose (1/11 da due, 1/7 da tre) che condizionerà poi l’intera sfida.Nonostante l'illusione del recupero dal -24 al -9 nel terzo periodo, la Grissin Bon esce a testa bassa dal Forum, autoflagellandosi per quell’approccio disastroso. Domani sera, Milano tornerà in via Guasco sul 3 a 2 con la palla in mano per segnare il canestro che vale lo scudetto. E Reggio avrà 40’ per far valere la legge del Bigi.

Con Reggio che colleziona ferri, stordita dall’aggressività difensiva dei locali, è Ale Gentile a mettere i primi 4 punti del match. Poi Sanders esalta il Forum con uno schiaccione.

Reggio è intimorita, ha lo sguardo basso che nessuno dei 700 reggiani sbarcati ad Assago, vorrebbe leggerle in volto. A fermare la furia milanese, la tripla di Kaukenas, un acuto solitario perché troppo devastante è la forza dell’EA7. Gentile e quindi Kalnietis mettono in ginocchio i biancorossi in trasferta per un 12 a 3 al 4’ che dice tutto. Dalle mani di Lavrinovic esce il canestro che rende un po’ meno imbarazzante il divario. La sofferenza reggiana è però infinita: soprattutto sotto dove i lunghi di casa fanno ciò che vogliono quando vogliono. Perde palle e continua a far pasticci in attacco la Grissin Bon, ormai in caduta libera. All’8’ i biancorossi, aggrediti dai padroni di casa, sono precipitati sul -18 (26-8). Menetti cambia i protagonisti in campo, ci prova con la zona, ma la musica per Reggio resta quella di una marcia funebre. Da dimenticare pure Vova che nell’ultimo minuto sgambetta Cerella e si becca un sacrosanto antisportivo e Milano in scioltezza chiude il quarto sul 29-8.

Continua a imporre la propria aggressività difensiva l’EA7, mentre la Grissin Bon non esce dalla crisi nera: sistematicamente indietro di un metro sulle palle vaganti, cambi difensivi folli e nulla che entri in attacco. In ginocchio, Reggio si rialza con un 7 a 0 d’orgoglio che riduce il gap a 15 punti, prima che Simon torni a spingere avanti i suoi. Alla metà del quarto, la fiammata reggiana s’è già spenta. Davanti al nulla Batista si prende il +20 (42-22). E qui, per fortuna, tira fuori ciò che aveva fatto la differenza nelle due gare in via Guasco: il cuore. Questo, solo questo, porta a un 7 a 0 con i reggiani, chiusi a zona e spinti dalla classe di Big Darjus in attacco. E’però violenta la replica meneghina che riporta il vantaggio su margini importanti. Dopo i primi 20', Reggio ha subito qualcosa come 52 punti, fermandosi a 31.

Ci prova con i due lituani coach Menetti, a fare il miracolo nella ripresa, aperta con la tripla di Gentile per il massimo vantaggio meneghino (+24). La Grissin Bon non vuole che il colpo del capitano sia quello del ko e, approfittando di due possessi non ben giocati dalla corazzata di casa, infila un 4 a 0 che è ossigeno puro. Menetti ci prova ancora con la zona, poi per due volte Polonair aggiusta a canestro i ferri presi dai compagni. Denick fa il resto per il 57-43 alla metà del quarto. In transizione, Della Valle infila la tripla dell’esaltante -11 (57-46) che costringe Repesa a fermare il tempo per un minuto per ritrovare ordine. La bomba di Lafayette viene annullata dalla tripla di Della Valle. Milano fa giri a vuoto e la bomba di De Nicolao è quella del -10. Di prepotenza, l'EA7 si prende un 4 a 0 sottolineato da una prodezza di Sanders. Sono però roventi le manidi Della Valle che tiene i suoi in corsa, due bombe milanesi annientano però lo sprint ospite.

Nel periodo decisivo si entra sul 74-60. De Nicolao riaccende la Grissin Bon con il tiro messo dall'arco. Senza lo stratosferico Sanders e Gentile (entrambi in panca a rifiatare), Milano trova punti da Cerella e Lafayette capaci di violare la zona reggiana. Con Aradori, Reggio riesce a limare lo svantaggio a 9 punti (80-71). A Milano però entra tutto e in un niente già sul +15, spinta dagli esterni. Tornata in controllo, l’EA7 incrementa il vantaggio. Le troppe proteste costano a Menetti un tecnico al 7', quando la gara è già di fatto finita.

Chiude tristemente il match il doppio tecnico che si beccano Cinciarini e Needham.

La truppa di Repesa si guadagna il match point. Per festeggiare, domani sera, dovrà però uscire vincitore dall’inferno del Bigi. E a Reggio in 3.500 proverano a impedirglielo,

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