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«Travolti in quell’avvio disastroso che ha galvanizzato Milano»

di Adriano Arati
«Travolti in quell’avvio disastroso che ha galvanizzato Milano»

Il coach Max Menetti punta il dito contro i primi dieci minuti di partita caratterizzati da troppi errori «Siamo rientrati due volte sul meno 9 ma non siamo mai riusciti a riaprire il match del tutto»

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MILANO. «La partita si è decisa nel primo quarto, quell’avvio ha inciso pesantemente. Siamo stati bravi a rientrare sul meno 9, ma a quel punto basta un errore per richiudere tutto».

Max Menetti punta il dito sull’avvio disastroso della sua Grissin Bon, nel commentare la pesante sconfitta esterna che lascia Reggio Emilia con le spalle al muro.

Cosa è successo?

«Nessuno dei nostri è riuscito a fare bene nel primo quarto, nei primi 4, 5 possessi abbiamo commesso errori anche su tiri facili e Milano ne ha approfittato».

Milano era pronta ad azzannare?

«Milano aveva grande voglia di rifarsi dopo le 2 sconfitte a Reggio: ci hanno travolti, abbiamo perso fiducia ed energia e loro hanno allungato».

A quel punto diventa quasi impossibile?

«È un peccato perché abbiamo fatto anche errori su buoni tiri, ma la verità è che non abbiamo mai fermato la loro ondata, non abbiamo mai fermato la loro transizione».

Forse solo Lavrinovic e Kaukenas hanno lottato in avvio?

«Credo che nessuno nel primo quarto sia riuscito a incidere. Milano ha preso grinta e quando tutti quei chili ti aggrediscono con intensità, diventa dura».

Una rimonta siete riusciti a costruirla. Soddisfatto?

«Siamo stati bravissimi a tornare sino a meno 9, Della Valle in quel momento ci ha dato una grande mano».

E lì cos’è accaduto?

«Milano ha sempre messo i tiri giusti per rientrare a più 15. Siamo andati due volte a meno 9 e lì Milano ci ha sempre respinto. Per merito di Simon in un caso, per via di nostri errori nell’altro, e questo va decisamente meno bene. È un peccato perché se fossimo arrivati a meno 7 sarebbe stata una gara diversa».

Un vero peccato, allora?

«In quelle situazioni però basta anche un paio di canestri di chi è sopra per spegnere tutto, e così è accaduto».

Alla fine ha deciso di far sedere i titolari. Perché?

«Di nuovo sul meno 16 ho pensato che la partita fosse andata e non aveva più senso spremere i ragazzi. Tanto valeva pensare a lunedì e a gara 6. Ho fatto un discorso simile con Lavrinovic, volevo rimetterlo negli ultimi 4’ sperando ci fosse vita, ma poi...».

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