Gazzetta di Reggio

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Il vice Migliorini elogia Sabotic, Spanò e Maltese

di Luigi Cocconcelli
Il vice Migliorini elogia Sabotic, Spanò e Maltese

Amico di Colucci da lunga data è molto soddisfatto del ritorno a Reggio «che merita la promozione»

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REGGIO EMILIA. Si presenta con una vistosa sciarpa granata al collo. Piaggeria o sincerità? Gianni Migliorini fuga subito ogni dubbio. «Per me – esordisce il collaboratore principe di Leo Colucci – è un onore tornare a Reggio, un motivo di orgoglio. Qua non ho avuto, sportivamente parlando, le medesime soddisfazioni di Colucci (solo 16 presenze in 2 stagioni contrassegnate da una retrocessione ed una salvezza rimediata all’ultima partita), ma ho conosciuto la città, costruito amicizie vere, durature nel tempo, per me è un motivo di soddisfazione».

Le sensazioni?

«Grande felicità e stimoli, so che la città di Reggio ha fame di calcio, per blasone, storia, calore della tifoseria meriterebbe palcoscenici superiori alla legapro; il nostro compito è di portare la maglia della Reggiana sui tutti i campi con dignità ed orgoglio, niente promesse, se non quelle di lavorare ogni giorno per dare quelle soddisfazioni che un pubblico così si attende da tanti, troppi anni».

La metodologia di lavoro di Colucci?

«Tra noi c’è massima intesa, grande simbiosi, un matrimonio riuscito bene, lui è nato allenatore, sento e comprendo qualche perplessità per la mancata esperienza, la prima volta da allenatore di una squadra “vera”, ma posso assicurare che Leo è bravo, preparato, non lascia nulla al caso, se riusciremo a scegliere uomini prima che giocatori con voglia, determinazione, anche coraggio, sono sicuro che ci divertiremo».

Da dove nasce l'amicizia ed il rapporto con Colucci?

«Grazie ad un mio ex compagno al Cittadella, Ferrarese, che aveva giocato con Colucci nel Verona, ci ha fatto conoscere e di lì è nata l'amicizia, poi noi abbiamo fatto fatica a smettere, lui lo ha fatto a 38 anni ed io a 40; appese le scarpe al chiodo mi era stato chiesto di fare l’allenatore in seconda nella mia ultima squadra, il Mantova, poi due anni fa stavo frequentando il corso a Coverciano e Leo mi ha interpellato chiedendomi se mi andava di fargli da secondo al settore giovanile del Bologna e da allora collaboriamo».

La Legapro la conoscete?

«Come no, nelle ultime settimana avremo visto assieme una cinquantina di partite della Reggiana, una certa idea sull’organico e sulla categoria ce la siamo fatta».

Quale?

«Che c'è una buona base di partenza, tra i giocatori sotto contratto ci sono giovani di valore su cui puntare, il portiere, Sabotic e Spanò, poi Panizzi è un 94, Maltese pure è giovane, se non sbaglio è un ’92, Bartolomei non si può considerare anziano ed ha già un paio di campionati alle spalle. Poi di giocatori bravi in giro ce ne sono tanti, dovremo avere la capacità di non sbagliare le scelte».

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