«Nella mia Reggiana voglio uomini veri»
Il nuovo allenatore Leonardo Colucci annuncia lacrime e sudore alla squadra per trascinare il pubblico «e non viceversa»
REGGIO EMILIA. «Voglio uomini, nella mia Reggiana che abbiano fame, non fama»: questo è il concetto dal quale parte Leonardo Colucci sulla panchina granata. Conosce bene l’ambiente e la città per aver contribuito alla storica promozione in Serie A ai tempi di Carlo Ancelotti ed infatti le prime parole sono rivolte ai tanti amici di Reggio: «Un saluto a tutti voi ed un ringraziamento speciale al ds Grammatica, al presidente Compagni ed al neo entrante Piazza per avermi dato questa possibilità che è orgoglio puro. Prometto di essere al servizio della Reggiana per un campionato importante perchè qua c’è blasone e fra tre anni si festeggerà il secolo di vita. Non lesineremo una goccia di sudore, come staff e come squadra, e vedrete impegno, professionalità, serietà ed appartenenza alla maglia. Voglio vedere grande dignità in una squadra organizzata ed intensa che sappia trascinare il pubblico, e non viceversa, con un calcio propositivo e da protagonisti».
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Da dove comincia?
«Faremo il punto della situazione. A me piacciono giocatori che siano prima uomini poi calciatori, con spirito di sacrificio e determinazione».
Modulo di riferimento?
«Inutile dare numeri, si può variare dalla difesa a tre a quella a quattro, perciò vorrei una squadra dinamica che sappia adattarsi».
Predilige la fisicità o la tecnica?
«L’una non esclude l'altra. Devono saper fare sia fase di possesso che non possesso palla perciò devono essere atleti universali e chi non si adegua fa fatica nel calcio moderno».
Ha iniziato a valutare i granata sotto contratto?
«Ho visionato una cinquantina di partite e messo dei punti fermi, partendo dalla volontà dei ragazzi, perché chi resta deve dare il 110% visto che in carriera non ho mai visto giocatori insostituibili».
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Gradirebbe andare in ritiro con la rosa al completo?
«Il mercato è sempre aperto ma il 70-80% prevedo che salirà con noi. Se l'ultimo giorno di mercato ci fosse l'occasione si farà».
Ci saranno giovani del Bologna o della Berretti?
«Se faranno comodo al progetto vedremo, ma io ed il ds conosciamo bene i settori giovanili e sappiamo quanto sia difficile portare in Lega Pro giocatori delle categorie superiori mentre dei nostri ne proveremo alcuni per valutarli».
Darà consigli al settore giovanile?
«Se lo chiedessero sì ma senza intaccare il lavoro di altri esperti come Mezzina e Grammatica. Dico solo che la sua funzione non deve essere vincere il campionato ma formare il giocatore dandogli la possibilità di sbagliare. Se un giocatore lavora sui principi è più facile integrarlo in prima squadra».
Sarà una Reggiana da piani alti?
«Bisogna programmare bene e credere in ciò che si fa: pensate che 20 anni fa volevano esonerare Ancelotti dopo sette giornate poi vincemmo il campionato e lui ha allenato le più grandi del mondo! Chiaro è che serve equilibrio e pazienza ».
Solo per un anno perché è esordiente?
«Ho sempre preferito contratti di un anno perché il successivo lo volevo conquistare sul campo, come facevo da giocatore. Inesperienza? Capello, Gattuso, De Zerbi, Montella o Di Francesco, sono tutti partiti dalle giovanili ed ora esplosi. Forse non avrò grande esperienza sul campo ma servono opportunità per valutare le persone».
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