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«Ripartiamo decisi a restare in alto»

di Linda Pigozzi
«Ripartiamo decisi a restare in alto»

Landi: «Il budget? Nessuno sforzo in più rispetto al passato»

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REGGIO EMILIA. «Siamo riusciti a giocarci due finali scudetto in due anni e non dobbiamo dimenticare che questo è un grandissimo risultato». Così il patron biancorosso Stefano Landi saluta la stagione 2015/16 senza dimenticare un ringraziamento speciale all’ad Dalla Salda, prima di guardare decisamente avanti.

«Alessandro è cresciuto moltissimo in questi anni come manager e lo considero l’artefice principale del nostro consolidamento nel basket italiano ed europeo» spiega il patron.

Ci riproverete?

«Se alla fine dello scorso campionato mi avessero chiesto se avremmo centrato un’altra finale, avrei detto che sarebbe stato molto difficile. Invece ci siamo riusciti. Al di là di ciò che ha detto il campo, raggiungere due finali consecutive è un grandissimo risultato. Noi ripartiamo con la volontà di fare bene».

Ritoccherete il budget verso l’alto o verso il basso?

«Non faremo sforzi ulteriori rispetto al passato, anche se prevediamo di avere incassi maggiori dovuti alla maggiore capienza del Bigi».

Confermerete il main sponsor Grissin Bon?

«Ci farebbe piacere continuare. Non solo per il rapporto che si è sviluppato e per il supporto importantissimo che dà e ha dato al club in questi anni, ma anche per la reggianità che rappresenta e che siamo orgogliosi di portare in giro per l’Italia e l’Europa».

Il vostro boom avrà portato grande interesse da parte degli sponsor...

«Per fortuna verso di noi l’interesse degli sponsor resta molto alto. Spero rimangano tutti con noi e che se ne aggiungano anche altri».

Che team allestirete?

«Ripartiamo dall’ottima base di giocatori italiani di cui già disponiamo. Si tratterà ora di vedere cosa riusciremo a fare con le eventuali sostituzioni degli stranieri».

Questione rovente: Kaukenas resterà?

«Il capitano è fuori discussione. Tutti sanno che non intervengo in decisioni tecniche e anche per lui seguirò questa regola. Io non ho un ruolo operativo in società e mi prendo quindi di diritto il titolo di primo tifoso e, come tutti gli altri, lo vorrei ancora con noi. Parliamo di un grande giocatore e di un uomo straordinario che si è radicato nella testa e nel cuore di tutti. Che poi abbia 39 anni, lo sappiamo solo se guardiamo i documenti, perché in campo per classe, forza e spirito...».

Quando i primi movimenti di mercato?

«Il nostro direttore sportivo Alessandro Frosini è sempre sul pezzo. Lavora sia all’interno, rapportandosi con lo staff tecnico, Menetti in testa, sia verso l’esterno con i procuratori. E’ un lavoro che non ha sosta durante la stagione, ma che ovviamente viene approfondito quando il campionato si conclude. Vedremo nelle prossime settimane cosa succederà perché, come sappiamo, soprattutto per gli stranieri si tende ad andare un po’ avanti».

Cuore italiano e stranieri esperti ed europei: il modello che vi ha portato anche alla seconda finale sarà riproposto o vi rivolgerete anche al mercato americano?

«Sappiamo che non esiste un modello universale e soprattutto un modello eterno. La capacità di rinnovarsi per un club come il nostro è importante. Sia chiaro che non ne abbiamo mai fatto una questione di colore o nazionalità. La prima caratteristica che il ds Frosini e il coach Menetti cercano nei giocatori è il carattere. Noi cerchiamo prima di tutto persone intelligenti, che sappiano adattarsi all’interno di un gruppo. Vogliamo persone mature e responsabili. Naturalmente partiamo dalla base di italiani che già abbiamo e grazie ai quali possiamo allargare il nostro budget con i premi destinati proprio a chi fa giocare atleti italiani».

Della Valle potrebbe finire a rinforzare una big, non necessariamente italiana?

«Amedeo è uno dei pilastri su cui si baserà la nuova squadra. Ha con noi un contratto pluriennale e noi siamo ovviamente determinati a tenerlo per fargli proseguire il percorso già iniziato».

Silins invece è ai saluti...

«Personalmente non so nulla della sua volontà di lasciare Reggio. E’ un giovane che deve ancora maturare completamente. Siamo molto attaccati a OJ che è arrivato qui quando era davvero giovanissimo. Ogni valutazione sul suo futuro è però a carico del nostro staff tecnico e del giocatore».

Un altro giovane talento lettone s’affaccia al grande basket. Strautins entrerà in pianta stabile in prima squadra?

«Arturs ci ha già dato conferme. Fisicamente è fortissimo e lo è anche a livello mentale. Deve ancora maturare e per farlo l’idea è quella di inserirlo in prima squadra».

Nutre ancora speranze di vedere Reggio in Eurocup?

«Con le vecchie regole, noi oggi saremmo in Eurolega. Queste regole però sono cambiate e abbiamo trovato parecchio interessante l’invito a partecipare all’Eurocup che, oltre a essere una grande opportunità, è stato anche un riconoscimento alla nostra crescita e alla nostra stabilità. Avevamo detto sì all’invito perché si presentava come una manifestazione di alto livello tecnico che prevedeva incentivi economici interessanti. Non abbiamo però voluto creare strappi con la federazione, cui dobbiamo sottostare. Personalmente non ho mai percepito grandi polemiche. Non nascondo che avremmo voluto partecipare, ma non andremmo mai contro le regole. Se ci sarà la possibilità di scegliere, lo faremo, se no ci adegueremo alle leggi federali».

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