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«Fame e non fama, li vogliamo così»

di Andrea Munari
«Fame e non fama, li vogliamo così»

Grammatica spiega qual è il criterio nella scelta dei giocatori per consegnare a Colucci una Reggiana da battaglia

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REGGIO EMILIA. Il nuovo direttore sportivo della Reggiana, Andrea Grammatica, è stato ufficialmente presentato nel pomeriggio di ieri nella sede del concessionario Autogepy della famiglia Bassinghi. Il neo dirigente ha affrontato ogni tipo di argomento senza nascondersi e dichiarando come la sua intenzione sia allestire una squadra con giocatori che abbiano fame e non fama poiché «la testa dei giocatori è cambiata negli ultimi vent'anni».

OCCHI DI TIGRE. «Sabato scorso sul palco allestito in piazza quando ho incrociato gli sguardi delle prime file di tifosi ho visto degli occhi feroci, con voglia e passione. Questo è uno dei principali aspetti che valuteremo nei giocatori che andremo a scegliere, anche se so benissimo che non per tutti sarà così».

Lei è stato uno dei più applauditi su quel palco...

«E' un senso di grande responsabilità, ma è anche bello così perché Reggio Emilia è una piazza che ha passione e credo proprio sia meglio la responsabilità in un club prestigioso piuttosto che lavorare con compiti meno complicati in società con meno passione. Ho accettato questa sfida perché ad un club così non si può dire di no».

La fiducia nei suoi confronti è arrivata da tutte le parti in causa in questo cambiamento societario: contento?

«Questo per me è motivo di grande gratificazione e voglio ringraziare sia l'azionista di maggioranza che Maurizio Franzone ed è un'ulteriore voglia di ricambiare questa fiducia. Vogliamo portare una mentalità più aperta, costruendo un concetto di club allestito come un'azienda nelle varie aree in tutte le sue componenti, ricercando profili che hanno come caratteristiche principali fame, passione ed ambizione».

Qual è la responsabilità più grossa che sente?

«Sicuramente quella di ricercare anche nei giocatori che andremo a scegliere la stessa nostra passione e questo molto probabilmente è l'aspetto più difficile. Queste caratteristiche sono più facili da trovare nei giocatori che non sono di nome e che probabilmente nel corse della loro carriera hanno perso la componente nervosa».

Ha già trovato molti profili con queste caratteristiche?

«Sinceramente no, però il mercato lo conosciamo tutti e se pensiamo di allestire la squadra entro il 10 luglio commettiamo un grosso errore. Non dobbiamo cadere in questa tentazione perché perderemmo equilibrio, mentre più avanti nel mercato potrebbero rivelarsi opportunità su giocatori che l'area tecnica conosce, ma che devono essere pronti soprattutto dal punto di vista mentale alla categoria>>.

Negli attuali giocatori sotto contratto ha riscontrato queste caratteristiche?

«Non sono ancora riuscito a parlare con tutti perché molti sono in vacanza, alcuni li ho sentiti telefonicamente e ho trovato in loro moltissima voglia di riscatto. A coloro che non rientrano nei piani della società è già stato comunicato. Qualche ragazzo più giovane andrà a altrove per giocare».

PIEDI PER TERRA. Il budget cambia con l'arrivo di Piazza?

«La Reggiana non intende mettere sul piatto budget fuori categoria e di questo sono soddisfatto. Credo che certe cifre contrattuali possano spostare equilibri, come la gestione del mister o il dover rivedere i contratti di tutti gli altri giocatori. Sono convinto che la forza delle idee possa essere superiore alla forza del budget».

La composizione dei gironi potrà influire sul mercato?

«Penso di no perché il mercato statisticamente si divide in due periodi, quello della metà di luglio e poi di agosto, quando a cascata evolvono tutte le situazioni anche dalle categorie superiori. Credo che i gironi saranno riequilibrati e il nostro intento è allestire una squadra competitiva anche perché la nuova formula dei play off rimescola molto le carte. Il girone A era sicuramente più competitivo, ma in B è andato il Pisa...»-

Lo zoccolo duro sarà formato da Perilli-Spanò-Sabotic e Maltese?

«Posso aggiungere Mogos, Nolè e Letizia. Il mister vorrà valutarli tutti in ritiro soprattutto per capire chi ha potuto smaltire le scorie della passata stagione. Sono tutti giocatori importanti su cui il tecnico punta. Qualcuno di loro ha già oggi delle offerte di mercato quindi credo che l'ossatura reale si vedrà più avanti».

Le scelta di investire anche sul settore giovanile?

«Vogliamo costruire un'area tecnica differente dalla norma: per noi è prioritario anche se siamo consapevoli che servirà tempo. Questo è un territorio con qualità anche se c'è concorrenza, anche se sono rimasto molto scottato dal fatto che qualche ragazzo abbia preferito andare a giocare in Eccellenza piuttosto che provare a sfruttare le proprie chance alla Reggiana. Dobbiamo ricostruire un po' di identità».

Quando arriveranno i primi colpi di mercato?

«Credo di essere in dirittura d'arrivo con un giocatore. Faccio questo lavoro con grande passione, ma ci dobbiamo confrontare con la voglia di aspettare ancora la B o con realtà che propongono cifre molto importanti. Dobbiamo far cuocere a fuoco lento alcuni obiettivi, credo che da inizio luglio potremmo già concludere qualcosa. Arriverà sicuramente qualche giovane».

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