La sfida di Barbareschi per una Conad “giovane”
Volley maschile: il nuovo direttore sportivo del Tricolore e il futuro della squadra «La rottura con Radici? Abbiamo vagliato diverse strade». In arrivo James Costi
REGGIO EMILIA. Nemmeno il tempo di mettere nero su bianco il suo nuovo incarico di direttore sportivo del Volley Tricolore che Giorgio Barbareschi si è già messo all’opera per definire la futura compagine di A2 reggiana, a partire dall’allenatore.
«Tutto inizia da lì» – spiega e mentre si vocifera dell'arrivo di James Costi – ormai ex allenatore della B1 maschile dell’Osgb United Service di Campagnola che al momento è in trattative per la fusione con Carpi – chiarisce la rotta: «Mancando l’ufficialità non posso dire nulla se non che sarà una figura con grandi attitudini alla formazione dei giovani. La futura Conad infatti – aggiunge – avrà una marcata linea verde e serve qualcuno che lavori in questa direzione».
Avevate contattato anche Andrea Radici, ex di Città di Castello, poi?
«Senza alcuna polemica, come si fa sempre in questi casi abbiamo vagliato diverse strade e una ci ha convinto più delle altre. Chiuderemo l’accordo a giorni e poi potremo dedicarci insieme alla definizione della squadra».
Tutto da rifare rispetto allo scorso anno?
«No, la linea guida che ci siamo dati è di confermare una buona quota della stagione passata. Stiamo anche definendo i dettagli dell’accordo con il Modena Volley, se tutto andrà per il meglio arriveranno poi alcuni giocatori da quel bacino, infine andremo sul mercato per coprire i ruoli vacanti».
Stranieri ne avrete?
«E’ un’ipotesi di riserva, prima preferiamo puntare sui giovani italiani da far crescere senza però sacrificare la qualità: negli anni scorsi sono stati raggiunti ottimi risultati e vogliamo restare competitivi».
Reggio non sarà un secondo Club Italia, dunque?
«Questa squadra negli anni si è guadagnata un certo status e non abbiamo intenzione di diventare soltanto un laboratorio non ufficiale per dare spazio ai giovani: daremo loro la possibilità di crescere in un contesto di livello, non sarà una formazione al risparmio».
La rivedremo in campo?
«Ammetto che giocare manca e la tentazione è forte ma no, tra ginocchio e schiena non reggerei nemmeno un allenamento. Mi occuperò del mio lavoro nel marketing di un’importante azienda di Reggio e come gli altri dirigenti, per passione, dedicherò il mio tempo libero alla squadra. Sarà impegnativo perché c’è anche la famiglia, per me importantissima, e ci saranno altri interessi da sacrificare, ma non vedo l'ora».
Prima il ds era il patron Azzio Santini, come vi dividerete i compiti?
«Azzio si è dedicato a questo ruolo da solo ad interim dopo la rinuncia di Buglione ma era una soluzione temporanea: ora mi occuperò io del mercato anche se questa società è orizzontale e democratica, si lavora tutti insieme e collaboreremo fianco a fianco con Azzio, il nuovo allenatore e il resto dello staff per raggiungere il miglior risultato possibile».
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