Sabato parte il Tour, Froome punta al tris
Ciclismo: via da Mont Saint Michel e arrivo sulle spiagge della Normandia. Nibali sarà il gregario di Aru
L'edizione n.103 del Tour de France comincia sabato da un luogo ‘magico’, Mont Saint Michel, per concludersi a Utah Beach, una delle spiagge della Normandia dove sbarcarono gli Alleati il 6 giugno 1944.
Una prima tappa ‘facile’ di 188km e adatta ai velocisti. Ci sarà tempo per affrontare nelle successive venti tappe i Pirenei e le Alpi, col Tourmalet e il Mount Ventoux, o le due crono prima dell'arrivo a Parigi il 24 luglio. Oggi si svolgerà il primo momento speciale, la presentazione delle 22 squadre e dei 198 corridori iscritti, in programma a Sainte-Mere-Eglise, altra località simbolo dello Sbarco del '44. Sotto il campanile dove rimase impigliato per ore il parà statunitense John Steele mentre i suoi commilitoni liberavano il paesino dai tedeschi, sfileranno Chris Froome e Vincenzo Nibali, Nairo Quintana, Fabio Aru e Alberto Contador, i più attesi protagonisti della corsa.
Gli occhi di tutti sono puntati sul 'sir' britannico che, dopo le vittorie del 2013 e dello scorso anno, ha attraversato ancora una volta la Manica per centrare quel tris che lo ammetterebbe nell'empireo dei sette campioni che vantano almeno tre vittorie. «Quest'anno ho più fame di vittoria che mai» ha detto per non lasciare alcun dubbio agli avversari. Uno dei più decisi è Quintana, il colombiano che dopo due secondi posti sempre dietro Froome cerca finalmente la consacrazione. Anche Contador, come l'inglese, punta alla terza vittoria al Tour ma potrebbe scontare il fatto che la sua Tinkoff, che presenta al via anche il campione del mondo Peter Sagan, sembra meno attrezzata a sostenerlo rispetto al potente Team Sky di Froome e alla Movistar di Quintana.
L'Italia pone grandi speranze su Aru che si presenta con giuste ambizioni come capitano della Astana e sarà aiutato dal ‘gregario’ Nibali, al via senza annunciare ambizioni di vittoria. La fantastica vittoria al Giro ha insegnato però che il siciliano può fare qualsiasi impresa e se le condizioni si presenteranno saprà approfittarne. Il tracciato 2016 è duro ma non sembra favorire in particolare nessuno e anche l'assenza della crono a squadre rende la corsa più democratica. Ecco allora che qualche outsider può spuntarla, dai ‘gemelli’ della Bmc, l'australiano Richie Porte e lo statunitense Tejay Van Garderen, o i francesi Thibaut Pinot (Fdj) e Romain Bardet (AG2R La Mondiale).
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