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L’addio di Parola

«Sarei rimasto qui un altro anno Ora non escludo di allenare»

di Juri Panciroli
«Sarei rimasto qui un altro anno Ora non escludo di allenare»

REGGIO EMILIA. Ieri sono scaduti i contratti di tre pilastri granata: Nicholas Siega, Mirko Bruccini ed Andrea Parola. Per Siega c’è una trattativa in corso, mente su Bruccini non trapela nulla. «Ho...

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REGGIO EMILIA. Ieri sono scaduti i contratti di tre pilastri granata: Nicholas Siega, Mirko Bruccini ed Andrea Parola. Per Siega c’è una trattativa in corso, mente su Bruccini non trapela nulla. «Ho contatti con alcune squadre - dice il centrocampista ma nulla di ufficiale, attendo notizie anche dalla Reggiana con cui mi ero sentito un po’ di tempo fa per parlare di futuro ma ad oggi ancora nulla. Sarebbe un peccato andare via perché sono stati due anni importanti, in una grande piazza, dove purtroppo si è solo sfiorato il grande salto».

Deciso da tempo, invece, il futuro lontano da Reggio, e forse dal calcio giocato, per capitan Parola. «Quando salutai a giugno, ancora fermo per quel guaio al polpaccio, me ne andai a malincuore - spiega il centrocampista pisano - perché sapevo di lasciare ragazzi per cui ero diventato un fratello maggiore, se non un padre, ma ormai sapevo di non rientrare più nei piani della società. Qua avrei continuato un altro anno perché mi sentivo a casa ma ora la priorità va ai miei figli perciò mi avvicinerò a Trieste: ho detto no, in Lega Pro al Pontedera ed in Serie D a Civitanovese ed altre, perché giocherò solo se trovo in zona sennò smetto e… chissà che non provi ad allenare».

Ha qualche sassolino da togliersi?

«No, anzi credo che sarò sempre tifoso di questa squadra. Però mi sono piaciute poco le parole di Mr. Colombo quando disse di essersi trovato da solo in mezzo allo spogliatoio. Piuttosto ho provato spesso a mediare con lui ma ho sempre trovato un muro. Spero che gli serva per la sua carriera».

Come spiega la stagione deludente?

«L'anno prima il campionato era più modesto e lo potevi vincere, magari con qualche accortezza in più legata anche alla precaria preparazione atletica iniziale, mentre quest'anno c'erano squadre troppo forti e con budget più importanti della Reggiana perciò, anche se le avessi indovinate tutte, potevi arrivare al massimo ai play off».

Il suo bilancio reggiano?

«Ho dato tutto ciò che avevo».

Conosce mister Colucci?

«Ci ho giocato contro e so che è stato vice del mio ex allenatore Giampaolo. Se ha preso da lui è molto preparato perché Giampaolo è ai livelli di Conte».

Non le resta che salutare…

«Tutti. Avrei troppi nomi da fare, dai luoghi frequentati in centro a coloro che tuttora sento e che mi hanno fatto da genitori, e non vorrei dimenticare nessuno».

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