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«Orgoglioso della convocazione Sono pronto a dare il massimo»

di Riccardo Bellelli
«Orgoglioso della convocazione Sono pronto a dare il massimo»

Basket serie A: Riccardo Cervi, centro della Grissin Bon, è fra i dodici che giocheranno il preolimpico «La Grecia ha talento, ma noi abbiamo tante opzioni offensive. Della Valle a casa? Mi dispiace»

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REGGIO EMILIA. Alla fine due sue tre della Grissin Bon sono riusciti ad entrare nella lista dei convocati per il torneo Preolimpico di Torino agli ordini di Ettore Messina. Fuori un po’ a sorpresa Della Valle, mentre è stato un giusto premio ad una stagione ad alto livello quello di Riccardo Cervi che quest’anno aveva chiuso la stagione regolare al secondo posto nella percetuale del tiro da due (62,5%) dietro a Owens. Per lui un bella soddisfazione dopo che nel 2015 aveva contribuito alla qualificazione agli europei in Germania salvo essere escluso dal gruppo che giocò la fase finale.

«Era il mio obiettivo e sono orgoglioso di essere stato scelto - esordisce il centro biancorosso - ora viene il bello e io sono pronto a dare il massimo».

Peccato per Della Valle.

«Sì, mi dispiace per lui, immagino che ci sia rimasto male ma fa parte del gioco, la volta scorsa era toccato a me e quindi so come ci si sente».

Si aspettava di esserci o fino all’ultimo è stato in tensione?

«Ci speravo ma tutti eravamo incerti, con Messina inizia un nuovo ciclo e non sapevamo cosa attenderci».

Su cosa ha puntato l'allenatore?

«Ha lavorato molto sulla difesa perché in attacco abbiamo tanto talento. Si è subito concentrato sulla transizione, sugli accoppiamenti difensivi che devono essere veloci e su come muoversi in attacco sfruttando gli spazi».

Come vede questa Italia?

«Abbiamo fatto dei test in crescendo in questi giorni, con avversari sempre più forti e direi che le cose sono andate bene. Abbiamo trovato una buona coesione nello spogliatoio».

Che differenza c’è tra l’Italia di Messina e quella di Pianigiani?

«C’è meno pick’n’ roll e in attacco giocheremo con molte più opzioni offensive. Cercheremo di non dare troppi riferimenti alla difesa avversaria».

Chi è l'avversaria più pericolosa a Torino?

«La Grecia, ha molto talento».

Com’è la sua esperienza azzurra?

«C’è molto da imparare.Quest’anno il tempo per prepararci è stato meno del solito quindi Messina ha concentrato il lavoro sulla squadra più che sui singoli. Ho imparato a velocizzare i processi di apprendimento e a cambiare spesso durante la partita. Ci siamo allenati anche durante le partitelle in allenamento ai time out in cui Messina improvvisava dei giochi non visti in precedenza che poi dovevamo essere pronti a mettere in atto. Una cosa molto utile».

Com’è lavorare con Messina?

«E' uno che vede tutto, cura molto i dettagli e anche quando fai esercizi di scarico, pretende che vengano fatti con la massima attenzione e cura, non ci si può lasciare andare con lui».

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